
Musicista, bassista, compositore, autore di musiche per il cinema e la televisione, produttore discografico ed editore con VIVAVOCE MUSIC. Ha suonato con i più grandi artisti della scena pop e jazz: LITTLE TONY, ZERO, BAGLIONI, DE GREGORI, GAETANO, DANIELE, ARBORE, CONTE, MINGHI, CAPUTO, GRAZIANI, MUSSOLINI, T.SCOTT e moltissimi altri. Un po' di storia di ieri e di oggi tra arte, musica e spettacolo.
giovedì 31 maggio 2007
Intervista sulle sigle TV

lunedì 28 maggio 2007
Un grande artista dimenticato

Ogni tanto mi dimentico di ricordarlo come meriterebbe fosse fatto da tutto il mondo dello spettacolo (quello non rutilante). Il 27 aprile scorso avrebbe compiuto 95 anni e con lui ho avuto l'onore di realizzare, come musicista, un programma per Rai 2 lungo un anno, tra progettazione, scelta dei suoi brani famosi (tantissimi), messa in opera di un mega concerto a Bologna ricco di difficoltà, perchè Renato era già ammalato.
Il programma si chiamava "C'era una volta io...Renato Rascel" di Giancarlo Governi e raccontava, attraverso la sua testimonianza, la storia della sua vita artistica e privata.
Di seguito c'è la "voce Renato Rascel" tratta da Wikipedia. E' fredda e distante, come tutte le biografie scritte sulle enciclopedie, ma utile alle giovani generazioni che probabilmente non sanno neanche chi è stato questo grande attore .
Renato Rascel (Torino, 27 aprile 1912 - Roma, 2 gennaio 1991) è stato un attore e cantante italiano.
Il suo vero nome era Renato Ranucci.
Comico tra i più popolari in Italia per una cinquantina d'anni, grazie a un sense of humour surreale, a una piccola statura che diventava essa stessa elemento di simpatia e autoironia e a delle più che discrete doti canore che sfoderò anche sul palco del Festival di Sanremo, dove nel 1960, vinse in coppia con Tony Dallara cantando Romantica. Presentò poi la stessa canzone all'Eurofestival dove si classificò ottavo. Il suo grande successo è però Arrivederci Roma, brano ancora tra i più noti e popolari per descrivere le bellezze della Città Eterna. Sul versante della canzone umoristica, indimenticabili alcune macchiette come Il corazziere (forse il suo capolavoro, quanto a invenzioni lessicali e nonsense), Napoleone e È arrivata la bufera.
Ma Rascel era anche un attore serissimo, come provano almeno tre film degli anni '50: Il cappotto (1952) di Alberto Lattuada, per cui ebbe il Nastro d'argento della critica italiana, La passeggiata (1953), ispirato come il precedente a Gogol e dall'attore anche diretto, e Policarpo ufficiale di scrittura (1959) di Mario Soldati, dove interpretava umili malinconici personaggi con sensibilità e leggerezza.
I suoi maggiori successi sono a teatro, nella rivista musicale del duo Garinei e Giovannini, con spettacoli come Attanasio cavallo vanesio, Un paio d'ali e Alleluja brava gente. Successi travolgenti di pubblico.
In televisione si dedica soprattutto a comparsate che ne rinnovano la popolarità ma senza lasciare troppo il segno. Con una eccezione: nel 1970 è il simpatico prete-detective protagonista del telefilm I racconti di padre Brown tratto dalle opere di Gilbert Keith Chesterton.
giovedì 24 maggio 2007
Notizia che puzza di orwelliano Grande Fratello...

GOOGLE PUNTA A ORIENTARE IL NOSTRO FUTURO
LONDRA - (Ansa, 24 maggio '07)
venerdì 18 maggio 2007
La Roma vince La Coppa Italia

Due considerazioni su Totti, che ha fatto una stagione straordinaria: questa coppa ha per lui un valore speciale, addirittura più forte del campionato mondiale vinto in Germania, se vogliamo. Là era l'ombra del Totti che conoscevamo, convalescente e affaticato dal superlavoro cui si era sottoposto per rientrare velocemente. Secondo posto e coppa Italia sono la dimostrazione del ritorno di questo grandissimo campione, simbolo della Roma e di un calcio pulito.
lunedì 14 maggio 2007
Notizia che puzza di monopolio TV...
| 2007-05-14 12:33 |
| MEDIASET ACQUISTA ENDEMOL PER 2,6 MILIARDI |
MILANO - Mediaset ha firmato l'accordo per l'acquisto del 75% di Endemol per 2,629 miliardi di euro. L'accordo e' stato firmato con Telefonica attraverso Mediacinco Cartera, Cyrte Fund e Gs Capital per l'acquisto del 99,7% di Endemol Investment, che detiene il 75% della societa' operativa quotata Endemol Nv. L'intesa prevede il lancio appena possibile di un'Opa sul rimanente 25% del capitale ad un prezzo di 25 euro per azione. Mediaset e Telecinco investiranno complessivamente fino a un massimo di circa 486 milioni di euro attraverso il veicolo Mediacinco Cartera. L' operazione e' naturalmente subordinata all'approvazione dell'Autorita' competente. Gli acquirenti sono stati assistiti da Mediobanca e Goldman Sachs.Resterà da capire se Berlusconi e Confalonieri diventeranno, con questa operazione, soci della Rai...Forse ci obbligheranno a bruciare i televisori in piazza, cosicchè ci toccherà imparare a memoria tutte le battute del Grande Fratello, per i posteri. |
Chanel n. 2
Il campione giallorosso, dopo la partita con il Torino, e' tornato in ospedale a Roma dove Ilary Blasi ha partorito la secondogenita.domenica 13 maggio 2007
Giancarlo Governi e la Barzelletta
Ho scritto queste tre cartelline sulla barzelletta (ma tu dici: con tutto quello che hai da fare, ti metti pure a perdere tempo con la critica della barzelletta? Embè! Non possono essere cazzi mia?), e le dedico a uno dei miei "fornitori abituali".
Ciao
Giancarlo
Alzi la mano il barzellettaro (così si chiama chi racconta le barzellette, e non barzellettiere, come si sente dire in qualche trasmissione televisiva) che non si è mai sentito fare la domanda : "Chi inventa le barzellette ?". Già, chi le inventa .. E questo è il primo mistero legato alla barzelletta. Il secondo è l'etimologia della parola. Tutti i dizionari della lingua italiana parlano di etimo incerto: lo Zingarelli, il Devoto-Oli, persino il monumentale Vocabolario della Enciclopedia Italiana. Soltanto l'ultimo uscito, il DISC, azzarda un'ipotesi: forse dal francese bergerette, pastorella, un nome derivato dalla antica origine villereccia della barzelletta che era una "breve e rapida canzone a ballo popolare, composta di settenari e ottonari...". Qualcosa che faceva divertire i villici di alcuni secoli fa e che alla fine del secolo scorso si trasformò in qualcosa che faceva divertire i borghesi. Perché la barzelletta così come la conosciamo, e la pratichiamo oggi, ha poco più di un secolo.
Alla prima domanda (chi le inventa ?) non cerca di rispondere neppure Achille Campanile che nel 1961 redasse un dotto e semiserio, alla sua maniera, Trattato delle barzellette "con florilegio, silloge, repertorio, divisione per materie, enciclopedia alfabetica e storica, ad uso delle scuole, Università, famiglie, comunità, signore sole, viaggiatori, tipi sedentari e professori della Sorbona". Seguono alcune centinaia di pagine in cui si danno consigli ai barzellettari ma nessuna risposta all'annoso quesito.
Posso azzardarne una io, partendo dal fatto che la barzelletta si tramanda oralmente, come anticamente - prima cioè della meccanizzazione, e della standardizzazione, della comunicazione con dischi, libri, film, giornali ecc. - si tramandavano le canzoni, i racconti e persino le notizie. Nella tradizione orale, si sa, il portatore, colui cioè che ha ricevuto e che passa ad altri, non trasmette fedelmente ma aggiunge o modifica qualche cosa, per cui passando di bocca in bocca, la barzelletta assume sempre più forma di racconto umoristico, di piccola sceneggiatura, di sketch comico. Le canzoni popolari avevano un autore originario la cui identità era sempre ignota, ma gli autori diventavano centinaia e migliaia mano a mano che la canzone veniva trasmessa. Così avviene per la barzelletta.
A me è capitato di inventare qualche barzelletta di sana pianta, dando corpo di racconto ad una battuta, di averla trasmessa ai miei fornitori o clienti abituali (di barzellette, si intende) e di essermele viste ritornare, a distanza di mesi ed anche di anni, arricchite e migliorate o anche svilite e impoverite. Sono gli effetti della 'tradizione orale' : come si dice, le barzellette bisogna saperle raccontare. Infatti, ci sono barzellette anche su chi non le sa raccontare. Come quella del marito che se ne fa insegnare una da un amico, famoso barzellettaro, per fare bella figura con la moglie che gli rimprovera di fare sempre meschine figure nei salotti che frequentano. L'amico glie ne insegna una facile facile. «Tu, quando arrivi a casa, le dici "sai, chi è in vin di vita ?", lei ti domanderà subito "chi ?" con apprensione, e tu, ridendo, le risponderai "il sedere", perché il sedere è... alla fine della vita». Il marito durante tutto il tragitto ripete mentalmente la barzelletta, impaziente di far finalmente ridere la consorte. Ma non appena la moglie gli viene ad aprire, con la faccia di circostanza, le dice : «Indovina chi è morto !». Lei : «Chi è morto ?». «Il culo !» risponde pronto il marito che non sa raccontare le barzellette.
Le barzellette sono di vario genere : quelle 'sporche' (le più gettonate), quelle scolastiche, quelle religiose, quelle sui matti, quelle sui carabinieri (le stesse che i francesi attribuiscono ai belgi e gli americani ai polacchi), quelle sugli avari che possono essere genovesi, scozzesi o ebrei (questi ultimi sono i più grandi inventori di barzellette di cui loro stessi sono protagonisti), quelle politiche e via di seguito. Ma la struttura è sempre la stessa e spesso si ripresenta aggiornata dopo essersene stata acquattata per anni nella memoria. Come quella che mi ha raccontato un mio "fornitore" abituale recentemente, che comincia così : «Al funerale di Prodi, vanno le vedove di D'Alema, Berlusconi e Fini... come continua non me la ricordo ma comincia benissimo !». Io mi sono ricordato, e l'ho detto al mio "fornitore", che anni fa la stessa barzelletta circolava in questa versione : «Al funerale di Andreotti, vanno le vedove di Craxi e di Forlani...». Chissà se cento anni fa si raccontava dei funerali di Giolitti a cui partecipavano le vedove di Crispi, e di Zanardelli... La storia non ce lo tramanda ma se così fosse stato non ci meraviglieremmo.
La struttura della barzelletta, come dicevo, si ripete ma si ripetono anche gli archetipi (che sono il cretino, il cornuto, il gabbato, il furbo e così via), come nelle favole, altre storie tramandate oralmente, tanto da far sostenere allo studioso russo Propp che gli uomini, in ogni parte del mondo e in ogni epoca, si sono raccontati sempre la stessa favola. Come pure ci siamo raccontati sempre la stessa barzelletta, intorno alla quale si è sfogata la creatività popolare, che nella barzelletta ha il suo ultimo campo di azione, nell'era della globalizzazione della comunicazione.
Giancarlo Governi
La mia risposta, caro Giancarlo
Bella, fratè! (saluto dei rappers romani, "Hip-hop" all'amatriciana((ovviamente sai che l'hip-hop è il movimento culturale nato nei ghetti neri delle grandi città americane, da cui scaturisce il canto-denuncia-cazzeggio-chiacchierato che è il rap)) )
Gradevole il tuo saggetto sulla barza. A tal proposito ti mando un apologo (a volte sostituisce la barzelletta, ma con un sottofondo più sacrale e morale, ad uso dei più inclini alla cultura e meno volgare in senso lato).
Mi auguro che qualche "goodtimer" (buontempone) non te l'abbia già mandato, ma ne dubito fortemente.
Un abbraccio
Piero
Un cavallo depresso si sdraia e non vuole più saperne di rialzarsi.
Il fattore disperato, dopo aver provato di tutto, chiama il veterinario.
Questi, arrivato in loco, visita l'animale e dice al fattore:
"Casi così sono gravi; l'unica è provare per un paio di giorni a dargli
queste pillole: Se non reagisce sarà necessario abbatterlo".
Il maiale ha sentito tutto e corre dal cavallo:
"Alzati, alzati, altrimenti butta male!!!"
Ma il cavallo non reagisce e gira la testa di lato.
Il secondo giorno il veterinario torna e somministra nuovamente le
pillole, dicendo poi al fattore "Non reagisce: aspettiamo ancora un po'ma, credo, non ci sia alcunchè da fare."
Il maiale ha sentito tutto e corre ancora dal cavallo
“Devi ASSOLUTAMENTE reagire: guarda che altrimenti sono guai!!!".
Ma il cavallo niente. Il terzo giorno il veterinario verifica l'assenza di progressi e, rivolto al fattore: "Dammi la carabina: è ora di abbattere quella povera bestia." Il maiale corre disperato dal cavallo:
"Devi reagire, è l'ultima occasione, ti prego, stanno per ammazzarti!!!"
Il cavallo allora si alza di scatto e comincia a correre, saltare gli ostacoli ed accennare passi di danza.
Il fattore è felicissimo e rivolto al veterinario gli dice:
"Grazie... Grazie!!! Lei è un medico meraviglioso, ha fatto un
miracolo! Dobbiamo assolutamente fare una grande festa:
Su, presto, ammazziamo il maiale!!!"
Morale Zen:
FATTI SEMPRE I CAZZI TUOI!
Premio alla Cultura
A BENEMERITI DELLA CULTURA
(Trofeo di Cristallo e Medaglia d’oro del Presidente dell’Ass. Cult. “P. Raffaele Melis O.M.V.”)
Musicista Regista Maestro PIERO MONTANARI
Roma
Premio “Francesco Di Lella”
“Per avere contribuito con la musica e la regia all’evoluzione ed all’affermazione di attori e cantanti di chiara fama nazionale ed internazionale, lasciando un segno vivo nel panorama cinematografico e musicale italiano, senza mai desistere anche in un periodo così difficile ed arduo come l’attuale.”
Firmato Augusto Giordano, Getulio Baldazzi, P.Ezio Bergamo, Rita Tolomeo, Maurizio Pallottí, Domenico Di Lella, Maria Fichera, Gianni Farina, Rita Pietrantoni, Paola Pietrantoni, Domenico Gilio.
Esce il cofanetto della mitica trasmissione!
Finalmente nelle librerie "L&H:2 Teste senza cervello", libro e Dvd con la summa delle puntate migliori e, udite udite, dialoghi ANCHE IN ORIGINALE . Lo abbiamo presentato da MelBookStore il 30 giugno 09. C'era Italo Moscati, persona di straordinaria cultura e spessore umano. Con quella di Giancarlo le due 'memorie' si intersecavano a meraviglia! Due teste con parecchio cervello...SE TI INTERESSA COMPRARLO, CLICCA SULL'IMMAGINE!
Al Parco di S. Sebastiano
Con Guido De Maria e Giancarlo Governi, i padri di SUPERGULP!
Celebriamo SUPERGULP!
Talk Show con Giancalo e Guido al "Roma Vintage Festival", 16 giugno 2009 dedicato allo storico programma Rai
Celebriamo Gabriella Ferri
Con Giancarlo
...e Rino Gaetano
Con Giancarlo
...ancora Rino
Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo
In omaggio a Rino, quella sera ho cantato "I love you Maryanna", primo disco di Rino, prodotto da me e da Antonello Venditti nel 1973. Con Rino feci un tour nel 1979. Alla batteria c'era Massimo Buzzi, alle chitarre Nanni Civitenga e Rino e io al basso. Il 'road manager' era Franco Pontecorvi che oggi vive come me sui Castelli Romani e vende occhiali.
Serata Supergulp
Venerdì 17 luglio '09 al Parco S. Sebastiano (Caracalla) all'interno di Roma Vintage, verrà ripetuta la serata dedicata alla genesi del mitico programma televivivo. Parteciperanno Giancarlo Governi, Guido De Maria e Piero Montanari (me stesso...). Appassionati intervenite!
Un giovane promettente...
Luca, il giorno che si è vestito bene per il suo saggio di pianoforte. Sarà pur vero che "ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma ci saranno pure degli scarrafoni universalmente belli, o no?
Maggio 2008: un piacevole incontro
Dopo più di vent'anni ho rivisto l'amico Giorgio Ariani, grande attore e voce ufficiale Italiana di Oliver Hardy (Ollio). Nel 1985 realizzammo la sigla di "2 Teste senza cervello" e Giorgio, con Enzo Garinei (Stanlio) doppiò una marea di film della coppia per i quali realizzai le musiche.
Una gita al "Giardino dei Tarocchi"
A Capalbio (Gr.) c'è un posto magico da visitare, con opere d'arte tra ulivi e macchia mediterranea, opera dell'architetta Niky De St. Phalle che ha realizzato in 20 anni un percorso di magnifiche statue ispirate ai Tarocchi, le magiche carte che predicono il futuro...Dato il suo nome, è meta di "sole" e personaggi cosiddetti " taroccati". Wanna Marchi e sua figlia sono state spesso viste aggirarsi tra le magnifiche statue!
Diana Nemi 2007/2008
Da sx alto: Samuele, Emanuele, Federico R., Lorenzo, Matteo, Edoardo, il Mister Eugenio Elisei. Sotto:Simone, Luca, Daniele, Valerio, Riccardo, Federico C.
Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini
Col mio "idolo" calcistico di ieri
Luca e Francesco Totti
Col suo "idolo" calcistico di oggi
Luca Montanari
Il calciatore. Questa stagione, la prima di campionato con i pulcini della "Diana Nemi", è capocannoniere. Ha messo a segno ben 43 reti e tutte senza rigori, ma ventidue su calci piazzati!
Luca Montanari
Nel momento della premiazione
Daniele Serafini
La premiazione
A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07
Da sx della foto: Samuele, Matteo, Riccardo,Federico, Wulnet, Carlo, Luca, Daniele. Seduto con il pallone, una vera pestilenza, Federico Rosselli. Dobbiamo dire grazie alla pazienza infinita del Mister Eugenio Elisei, che più volte ha pensato di mollare la squadra e dedicarsi alle missioni in Angola - E' meno faticoso - mi ha detto, disperato, alla fine di un allenamento.
Allenamenti anno 2007-2008
Il mio secondo figlio unico...
Matteo Montanari
Il mio primo figlio unico...
Ado e Sania Montanari
The Peter's Sisters
La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952
Memmo Montanari (primo a dx nella foto) con i suoi tifosi in una trasferta della Roma. La foto è stata scattata al ritorno da Verona il 22 giugno 1951. Solo dopo quella partita la Roma ebbe la certezza di tornare in serie A
Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.
Mio padre, che si diceva fosse danaroso, quando morì era povero. Qualcuno nel nostro quartiere Celio racconta ancora che comprava i giocatori alla Roma...
Mio padre al centro dei vip della Roma
Ricordo questa foto da sempre. Quella che avevamo in casa aveva un ritocco fatto a mano da non so chi (forse mio padre stesso). Il "pittore" aveva dipinto a tutti pantaloncini da calcio e gambe nude! In quel periodo glorioso nasce il giornale "Il Giallorosso" che contribuì attivamente alla ricostruzione della Roma. Fu fondato da mio padre, Angelo Meschini (capi storici di allora del tifo romanista) e dai fratelli Mario e Peppino Catena (soci della Roma) con la collaborazione dell'avvocato Alberto Saccà, con cui mio padre, nei miei ricordi da piccolo, aveva rapporti conflittuali.
Il Giallorosso
Testata del giornale dei tifosi della Roma fondato da mio padre nel 1952. Ero piccolino e ricordo quel giorno che mi fece vedere le bozze...ricordo la finestra della mia camera sulla Piazza, al civico 4, ed il Colosseo davanti.
Pop & Jazz History
Sonorizzazione
1970 Pop Maniacs
Qui ci sono anche le musiche di Spyderman e i Fantastici Quattro che feci nel 1977 per Supergulp!
Il Pianeta Totò
Fotogramma della sigla di Mario Sasso per la prima trasmissione di Rai 2 sul grande attore. Gli occhi di Totò si muovevano a tempo con una mia tarantella che si trasformava via via in rock sulle note di Malafemmena.
Laurel & Hardy
Un fotogramma della sigla di "Due teste senza cervello". Ci lavorò a lungo il videoartista Mario Sasso, alla SBP di Roma, con Virginia Arati che dipingeva elettronicamente 'frame by frame', con un computer costosissimo della Quantel che si chiamava appunto Paintbox. Credo che questa sigla sia stata la prima in Tv ad essere realizzata con questa straordinaria tecnica.
Il mio recording studio
La regia
studio
La sala di ripresa
studio
la regia
studio
La regia
Il ritorno di Ribot 1991
Uno sceneggiato interpretato dal grande cantante e attore franco-armeno Charles Aznavour e Delia Boccardo, diretto da Pino Passalacqua per Rai1 e Antenne2 con la colonna sonora composta da me.
Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1
Alessandra Martinez, protagonista del film in due puntate con la mia colonna sonora.
Le Gorille
Serie TV franco anglo italiana che riprende dei film del 1957-58 con Lino Ventura. Il personaggio è Geo Paquet, agente segreto francese, Di questa serie ho musicato 2 episodi, per la regia di Maurizio Lucidi e Duccio Tessari
Top model
Film con D'Amato
Top model
Stesso film uscito in Grecia
Top girl
Film sequel di D'Amato. Beh, dopo tutte ste top, non poteva mancare la girl!
High finance woman
Altro film di D'Amato con le mie musiche
MILANO - Mediaset ha firmato l'accordo per l'acquisto del 75% di Endemol per