piero montanari

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L'AUTORE

lunedì 17 aprile 2017

Come Boncompagni ha rivoluzionato il linguaggio di radio e tv


Piero Montanari
16 aprile 2017
E' morto a 84 anni, a Roma, Gianni Boncompagni, uno tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano che, soprattutto insieme a Renzo Arbore, scrisse e condusse trasmissioni radiofoniche di grandissimo successo. Fu autore e regista a tutto tondo, dalle canzoni (Ragazzo triste di Patty Pravo, Tuca tuca della Carrà, solo per citarne due tra le più note) ai programmi televisivi di grande impatto popolare dei quali fece anche la regia, come Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai, Carramba.
Quello che sorprende di tutto il lavoro autoriale di Boncompagni è stata la sua capacità di sovvertire il linguaggio del mezzo che utilizzava di volta in volta per adattarlo alla sua cifra artistica, al suo stile, rompendo qualsiasi schema convenzionale col suo linguaggio rivoluzionario e surreale.
E fu proprio questa rivoluzione della radio che, come uno tzunami che tutto spazza via, andò in onda il 7 luglio 1970 con la prima puntata di Alto gradimento, che Boncompagni inventò insieme a Renzo Arbore e un affiatato gruppo di amici strampalati tra cui Giorgio Bracardi, Mario Marenco, Franco Bracardi. La trasmissione non aveva nessuna struttura né filo logico, solo la musica (sempre molto attuale) che veniva interrotta dall'intervento casuale dei personaggi inventati dagli autori. Il professor Aristogitone, Max Vinella, Catenacci, il figlio di Manuel, il dottor Marsala, la Sgarrambona, lo Scarpantibus e molti altri, entravano e uscivano dalla trasmissione con i loro interventi assolutamente demenziali, talmente esilaranti che diventarono linguaggio comune, un lessico che si sparse – oggi diremmo come un virus – soprattutto tra i giovani dell'epoca. La trasmissione andò in onda per sei anni e cambio totalmente il concetto di come si faceva la radio.
Boncompagni fu soprattutto questo, uno che sparigliava, un caposcuola dell'altro modo di fare spettacolo, un grande “improvvisatore” dotato di eloquio veloce e di una forte ironia che era parte integrante di lui, capace di assoggettare qualsiasi persona ai suoi lazzi e alle sue prese in giro. Era “padrone” di sfottere chiunque senza farsi accorgere, un vero maestro della “supecazzola” e del “cazzeggio” goliardico che, proprio col suo degno compare Renzo Arbore, assurse alle vette più alte.
Un'altra invenzione straordinaria di Gianni Boncompagni fu il varietà Non è la Rai per le reti Fininvest (appunto, non è la Rai) che andò in onda dal '91 al '95 e divenne subito un fenomeno di costume di quell'epoca. Balletti, giochi telefonici e canzoni, erano tutti eseguiti da un gruppo di ragazze adolescenti, sexy, carine e ammiccanti, che divennero subito il sogno erotico di tutti gli italiani, lo stesso sogno erotico che Boncompagni, al quale piacevano non poco le ragazze giovanissime,  traspose in televisione. Fu il lancio nello spettacolo di moltissime starlet, tra le quali Ambra Angiolini, la conduttrice eterodiretta proprio da Gianni attraverso un auricolare.
Amato (ebbe un paio di matrimoni e tantissimi  flirt, tra cui una lunga storia con Raffaella Carrà) ma anche odiato (Mia Martini disse che fu lui a mettere in giro la voce che lei portasse sfortuna), Boncompagni rimarrà nella storia dello spettacolo per le sue straordinarie intuizioni che ne fanno un indiscusso caposcuola, soprattutto per suo il modo di fare radio, copiato dai vari epigoni che per la prima volta si mettevano davanti ad un microfono, in quella meravigliosa stagione degli anni '70 che sancì l'avvento delle radio libere.

venerdì 14 aprile 2017

I 50 anni di Sgt. Pepper, il più bel disco dei Beatles



di Piero Montanari

Dopo 50 anni dalla sua prima uscita, avvenuta il 1 giugno del 1967, rivede la luce quello che viene considerato il più bel disco dei Beatles, Sgt. Pepper's lonely hearts club band. Viene ripubblicato il 26 maggio, remixato a partire dai nastri originali a quattro piste ad 1 pollice, incisi su un registratore Studer 4 tracce (all'epoca il top della tecnologia dei multitraccia, ora ce ne sono infinite...) e tenendo come riferimento il primo mix mono, che era il preferito dai Beatles, sotto la geniale produzione di George Martin, scomparso lo scorso anno.

Il club dei cuori solitari del sergente Pepper, più che una raccolta di canzoni è un antesignano dei "concept album" del rock e del pop, quei dischi che avevano un unico plot sviluppato al suo interno. Eseguito da un immaginario gruppo di musicisti d'epoca vittoriana, venne considerato un'opera d'arte assoluta, il primo dei dischi pop per la rivista Rolling Stone tra i 500 più importanti della Storia. Con i suoi 32 milioni di album venduti (comunque un terzo di Thriller di Michael Jackson) rappresentò una svolta musicale del quartetto, anche per la qualità della scrittura delle canzoni e la complessità delle registrazioni, durate 129 giorni, per un totale di 700 ore e un costo di 25.000 sterline, una follia per il tempo. Un'orchestra d'archi diretta da George Martin, sovrapposizioni di ottoni, con corni francesi in primis, effetti sonori sorprendenti, la cura della registrazione e dei missaggi, giustificarono, tutto sommato, il lungo periodo in sala (lo studio Due della EMI di Londra) e i costi esosi.

I brani famosissimi, da With a Little Help from My Friends, Lucy in the Sky with Diamonds (si credeva che le iniziali del titolo mascherassero un inno all'acido lisergico, appunto con la sigla LSD, in realtà era un omaggio che papà John vide in un disegno del piccolo Julian Lennon dedicato ad una sua compagna di scuola), alla nostalgica e magnifica She's Leaving Home, o all'assoluto capolavoro di A Day in the Life, considerata da molti la più bella canzone dei Beatles, sono in realtà i ricordi struggenti messi in musica e poesia dell'adolescenza dei Fab Four a Liverpool. Da qui il "concept album" che la critica accolse con frasi come: "i Beatles sono riusciti a fare della musica pop qualcosa che si ascolta seriamente, e che si potrebbe trattare come qualsiasi altro tipo di espressione artistica" o " L'influenza di Sergeant Pepper sulla musica pop è stata enorme, in quanto questo disco avrebbe dato ispirazione a tutta una serie di album di altri musicisti, che ambiscono a proporsi come discorsi definitivi sulla condizione umana. Ci fu comunque qualcuno a cui il disco non piacque, e disse che i Beatles "erano come i vicini di casa, i ragazzi in cui tutti si sarebbero potuti identificare. Adesso, dopo quattro anni, si sono isolati personalmente e musicalmente. Sono diventati meditativi, introversi, esclusivi ed esclusi."

Va ricordato che due meravigliosi brani non trovarono posto nel disco: Strawberry fields forever e Penny Lane, che però uscirono come singoli nel febbraio del 1967. Questo venne definito testualmente da Georg Martin come "l'errore più grande della sua vita di produttore". Le due canzoni restaurate sono fortunatamente contenute nella nuova edizione del cinquantenario. Un'ultima annotazione va alla copertina del disco, che è un manifesto assoluto della nascente pop art, dalla grafica originalissima, e contenente tutta una serie di personaggi, importanti miti dell'adolescenza dei Beatles. Si riconoscono intorno ai Nostri Quattro (che sono rappresentati con divise vittoriane coloratissime): Albert Einstein, Marlon Brando, Karl Marx, Edgar Allan Poe, Sonny Liston, Lenny Bruce, Mae West e tantissimi altri, probabilmente il pubblico che i Beatles avrebbero voluto fosse il loro. Furono scartati dalla copertina Adolf Hitler, Gandhi e Gesù, immaginiamo per ragioni di opportunità. Ma tanto bastava perché, come disse una volta proprio Lennon, loro erano "i Beatles, più famosi di Gesù Cristo!"

martedì 11 aprile 2017

Facciamo Totò santo subito: ormai fa i miracoli

Totò Rap di Piero Montanari



Totò, vita, opere e miracoli è il nuovo e definitivo libro scritto da Giancarlo Governi sul nostro grande e amato Principe, uscito in concomitanza con i cinquant'anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 15 aprile del 1967. Nel volume di quasi trecento pagine edito da Fazi, si racconta la sua storia di uomo, quella del grande attore, ma anche dell'amore che Totò riesce ancora a raccogliere dopo un tempo così lungo dalla sua morte. In realtà la storia di Totò sembra quella di un santo laico, a cui la gente si rivolge con venerazione, chiedendo miracoli e offrendogli pensieri scritti e doni come ex voto.

Il libro, scritto con la consueta maestria da Governi, scorre veloce e attraversa un tempo straordinario, il tempo della storia di questo grande attore naturale, con una faccia asimmetrica e un corpo disarticolato, figlio di una donna del popolo e di un giovanotto di buona famiglia, spiantato e pieno di cognomi nobili. Attraverso questo tempo si ripercorre la malinconica magia di un mondo di artisti e di generi a cui Totò apparteneva e che egli stesso ha incarnato, quella di un modo di fare spettacolo che non esiste più, il varietè, il teatro di rivista con le ballerine e i comici, le macchiette, l'avanspettacolo che precedeva il film al cinema. E fu proprio quel cinema che poi lo catturò facendogli girare quasi cento film.

E' grazie a biografi come Giancarlo Governi che Totò non è morto definitivamente cinquant'anni fa. La riscoperta del grande attore è iniziata in sordina poco dopo la sua scomparsa, quando un paio di piccoli cinema romani iniziarono a programmare i suoi film con successo sempre crescente. E poi ancora Governi con i suoi programmi televisivi che vale la pena ricordare: nel 1980 realizza per la Rai “Il pianeta Totò”, trenta puntate dedicate al Principe, nel quale sono raccolte le testimonianze dei familiari e dei grandi artisti che lo hanno affiancato nel corso della sua carriera. Poi ancora negli anni novanta scrive la serie “Totò, un altro pianeta”, quindici episodi che vanno in onda nel 1993. Nel 1994 è la volta di “Tocco e ritocco”, dedicato alle “spalle” di Totò e in seguito “La vita del Principe Totò” e “Totò Cento”, mandato in onda per il centenario della nascita, e recentemente “Ritratti”, in due puntate. Ma nel libro c'è scritto questo ed altro, in un compendio che raccoglie la storia di vita e l'opera omnia di Totò.

Il 7 aprile alla libreria Feltrinelli della Galleria Sordi di Roma c'è stata la prima presentazione del libro, con Giancarlo Governi affiancato da un divertito e divertente Enrico Montesano (che a Totò deve tantissimo e che si è prodotto in esilaranti gag imitandolo perfettamente) e al giornalista Bruno Manfellotto che, da napoletano, ha raccontato la sua stima e il suo amore per Totò. Un trio che la gente ha apprezzato moltissimo, invadendo la sala principale e quelle adiacenti per assistere all'evento. Noi non potevamo certo mancare, sia come Globalist, per il quale Governi scrive editoriali di successo, sia perché siamo stati gli autori delle musiche di tutti i programmi che Giancarlo ha scritto per la Rai, la cui genesi viene raccontata proprio da me nel libro.
Un altro miracolo del Principe? Le decine di copie di Totò, Vita opere e miracoli a disposizione subito scomparse!












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giovedì 30 marzo 2017

Perché sono della Roma



E poi mi chiedono perchè sono un tifoso della Roma. In queste poche righe viene raccontato mio padre, Memmo Montanari, capo tifoso ante litteram (ma anche post marcia) giornalista, fondatore dei circoli Attilio Ferraris e del settimanale "Il Giallorosso". Prima di chiamare "mamma" probabilmente ho detto "Roma".


https://books.google.it/books?id=u14dAgAAQBAJ&pg=PT253&lpg=PT253&dq=memmo+montanari&source=bl&ots=Z0Kto6fosx&sig=hKVii39UElqIQWFD0FqDM-lrufg&hl=it&sa=X&ei=QCo3U5bzBKrJ4gSls4CQAg#v=onepage&q=memmo%20montanari&f=false

venerdì 24 marzo 2017

Un gioco al massacro: ecco perché difendo Paola Perego


(di Piero Montanari- pubblicato su Globalist.it)

Tornando sul caso del programma di Paola Perego "Parliamone sabato", chiuso dalla Rai perché nell'ultima tragica puntata si parlava del fascino delle donne dell'est Europa e perché un uomo avrebbe dovuto scegliere loro piuttosto che una donna italiana, mentre dietro al parterre, composto dalla conduttrice Perego, dall' ex Miss Italia Manila Nazzaro, dal direttore di Novella 2000 Roberto Alessi, da Marta da Flavi e Fabio Testi, compariva una scaletta numerata con i motivi davvero un po' ridicoli.

Si elencava maldestramente perché, dopo partorito, le donne dell'est recuperano un fisico prefetto, o che sono sempre sexy e mai con i 'pigiamoni' in casa (sic!), che perdonano i tradimenti del loro uomo e lo lasciano comandare, che sono delle perfette casalinghe sin da piccole, o che non si lamentano o tengono il broncio. Insomma, un vero sciocchezzaio intriso di luoghi comuni da far rabbrividire anche il più tradizionalista dei telespettatori, cose talmente imbecilli da non poter essere prese neanche un attimo sul serio. Mi è capitato di vedere la trasmissione in diretta proprio nel momento incriminato e ho subito pensato che stessero scherzando davvero, che la questione posta non dovesse essere reale e che fosse un gioco inventato dagli autori in maniera maldestra.

Nessuno – mi sono detto – può essere così scemo da credere che stiano facendo sul serio, altrimenti sarebbe la fine, stanno sicuramente giocando; la Perego fa televisione da una vita e credo sia una seria professionista, che piaccia o meno”. Poi è iniziata la levata di scudi, l'indignazione generale sui social e il conseguente gioco al massacro. Lo sdegno femminista ha levato il suo urlo più forte contro il programma e contro la “povera” Perego, tanto che il il d.g. della Rai Campo Dall'Orto ha dovuto chiuderlo mandando tutti a casa, autori e conduttrice, motivandolo con un problema di “incoerenza col servizio pubblico” ma sollevando stranamente il direttore di Rai1 Fabiano da responsabilità e dal fatto che sapesse di cosa trattava la puntata, fatto che a me pare piuttosto improbabile.


"Mi hanno messa in mezzo", "è qualcosa di molto più grande di me", "hanno usato me come potevano usare forse qualcun altro. Forse è scomodo mio marito Lucio Presta" ha detto con la voce continuamente rotta dal pianto Paola Perego, che ha parlato per la prima volta dopo le polemiche in un'intervista andata in onda a Le Iene. Il filmato, che si può vedere su You Tube, è umanamente toccante e la conduttrice sembra molto disorientata e sofferente. Non ho particolari simpatie per la Perego, ma mi sembra che si sia fatta una tempesta in un bicchiere d'acqua, e guardando Rai1 nei programmi pomeridiani si ha spesso la sensazione che il limite della decenza venga sovente superato. 

lunedì 20 marzo 2017

Gli 80 anni di Carletto Mazzone, Magara altri 80!

(di Piero Montanari)



Se dovessimo cercare l'interprete perfetto della commedia umana del calcio, questi sarebbe solo lui, Carlo Mazzone, romano trasteverino, detto er Sor Carletto ma soprattutto Er Magara, per via di quell'uso nella vecchia lingua romana di stravolgere qualsiasi finale di parola. Il 19 marzo compirà 80 anni, quasi tutti dedicati allo sport che ha praticato prima come centromediano nella Spal, nel Siena alla Del Duca Ascoli, e nella sua amata Roma, poi come allenatore in quasi tutte le squadre italiane di provincia, e anche alla stessa Roma, dal 1993 al 1996, alla Fiorentina, al Napoli, al Cagliari, al Bologna. Spesso veniva chiamato non per vincere i campionati, ma per salvare le squadre in difficoltà, col suo gioco intelligente e il suo piglio da condottiero senza macchia e senza paura, soprattutto di mandare chiunque e in qualsiasi momento a quel paese.

La commedia del calcio che ha recitato Mazzone ti fa subito venire in mente una pagina dei Ragazzi della via Pàl di Ferenc Molnàr, un calcio giocato nel cortile pieno di pozzanghere, con i cappotti a segnare le porte e col proprietario del pallone che faceva le squadre, quando il pallone era non quello a spicchi di cuoio, roba da ricchi, ma un rotolo di stracci o un barattolo di pomodoro. Mazzone rappresenta tutto il bello di questo sport che lui è riuscito forse più ad insegnare che a giocare: furbo come una volpe, tattico, sparagnino, il vero rappresentate del pallone italico, meno fortunato di Trapattoni, ma molto simile per certi versi, della stessa pasta, nei gesti e nelle pantomime che fanno parte dei nostri ricordi e del comune immaginario. Come quella volta che il suo Brescia stava perdendo 3-1 contro gli storici rivali dell’Atalanta, il 30 settembre 2001 e lui iniziò ad essere pesantemente insultato dai cori degli ultras. Fa il 3-2, e Carletto pregusta il colpo grosso pensando: «Se famo er tre pari vado sotto 'a curva dell’Atalanta». Detto, fatto: Baggio pareggia i conti e Mazzone, incontenibile, festeggia sotto la curva dei rivali a cui dice di tutto e che gli dicono di tutto.
Record di 795 panchine in serie A, è adorato sia dai romanisti ma anche dai Laziali, che vedono in lui l'allenatore che permise loro di vincere lo scudetto, quel 14 maggio del 2000 in una giornata piovosissima nella quale, seduto sulla panchina del Perugia, batté la Juventus per 1 a 0. togliendole così lo scudetto praticamente quasi vinto e assegnandolo alla Lazio. Proprio lui, romanista fino al midollo, ma fino in fondo a recitare la sua parte, ineffabile grande burattinaio di questa incredibile commedia umana che è il calcio.



giovedì 16 marzo 2017

Supergulp! i Fumetti in Tv, la storia di quando scrissi le musiche


Quarant’anni fa andava in onda su Rai 2 la prima puntata di un programma televisivo che rivoluzionò totalmente il concetto di fruizione dei cartoni animati e dei giornalini a fumetti, che fino a quel momento erano state due espressioni culturali distinte, anche se una nasceva dall'altra. Fu grazie al genio intuitivo e creativo di una squadra di autori composta da Giancarlo Governi, Guido De Maria e Bonvi che fumetti e cartoni si incontrarono in uno straordinario “matrimonio”, celebrato in Tv alle 20:40 di martedì 15 marzo 1977, che conobbe un successo la cui eco è arrivata fino ad oggi, così potente da non doversi spegnere mai. Il meccanismo era semplice come tutte le cose geniali. I fumetti venivano animati a 'passo uno' (soggetti con movimenti molto schematici) con le voci di bravissimi doppiatori fuori campo a leggere il contenuto della nuvoletta, piccoli zoom e leggeri movimenti della macchina da presa, il tutto commentato da musiche ed effetti. Sembra facile a dirsi, ma era davvero un'idea fantastica.

E io cosa c'entro con le musiche di Supergulp? Per mia fortuna ci sono entrato, ed ecco la piccola storia di un incontro... fatale. Giovane musicista, a metà degli anni '70 mi ritrovavo spesso a mangiare alla mensa di uno stabilimento cinematografico sulla piazza di San Giovanni e Paolo al Celio, lo storico Safa Palatino, a poche centinaia di metri da piazza del Colosseo dove ero nato e vivevo. La proprietaria dello stabilimento Tatiana Morigi, bravissima montatrice di grandi attori e registi tra i quali Alberto Sordi, divenne mia buona amica e, tra una polpetta al sugo e l'altra preparate dall'ottima signora Marcella, mi rivelò un giorno la presenza alla Safa di “un pezzo grosso della Rai”, Giancarlo Governi che proprio lì stava montando con Sordi Storia di un Italiano. “ Dai Piero – mi disse - te lo presento così per te che suoni e fai il musicista si potrebbe creare un'opportunità di lavoro, di collaborazione.”

Avevo iniziato da pochi anni a scrivere musica per immagini, e proprio in quel periodo era uscito il mio primo lavoro di sonorizzazione per la tv, un disco di rock progressivo pieno di atmosfere interessanti, che consegnai prontamente a Governi con la preghiera di ascoltarlo. Qualche giorno dopo ci ritrovammo per mangiare alla mensa di Marcella, e lui mi disse testualmente: “Il suo disco mi è piaciuto molto, le andrebbe di lavorare per un programma che sto per iniziare?” Quel programma era proprio Supergulp!, e Giancarlo mi stava praticamente offrendo, non su un piatto d'argento, bensì davanti ad un piatto di buonissime polpette al sugo, la possibilità di partecipare ad un glorioso pezzo di televisione che fece storia.

Ovviamente non mi feci scappare l'opportunità e fu così che composi le colonne sonore per Spiderman, I Fantastici Quattro, Thor, Sturmtruppen di Bonvi, Lupo Alberto di Silver ed altri cartoni animati che apparivano nel programma, e iniziai da quel momento una stretta collaborazione con Giancarlo Governi, sfociata in un'amicizia che dura ancora da quel giorno.



Premio alla Cultura

PREMI SPECIALI

A BENEMERITI DELLA CULTURA

(Trofeo di Cristallo e Medaglia d’oro del Presidente dell’Ass. Cult. “P. Raffaele Melis O.M.V.”)

Musicista Regista Maestro PIERO MONTANARI
Roma

Premio “Francesco Di Lella”

“Per avere contribuito con la musica e la regia all’evoluzione ed all’affermazione di attori e cantanti di chiara fama nazionale ed internazionale, lasciando un segno vivo nel panorama cinematografico e musicale italiano, senza mai desistere anche in un periodo così difficile ed arduo come l’attuale.”

Firmato Augusto Giordano, Getulio Baldazzi, P.Ezio Bergamo, Rita Tolomeo, Maurizio Pallottí, Domenico Di Lella, Maria Fichera, Gianni Farina, Rita Pietrantoni, Paola Pietrantoni, Domenico Gilio.

Il premio sarà conferito il 13 giugno 2010 alle ore 16 al teatro S. Luca, in via Lorenzo da' Ceri 136 - Roma.

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!
Finalmente nelle librerie "L&H:2 Teste senza cervello", libro e Dvd con la summa delle puntate migliori e, udite udite, dialoghi ANCHE IN ORIGINALE . Lo abbiamo presentato da MelBookStore il 30 giugno 09. C'era Italo Moscati, persona di straordinaria cultura e spessore umano. Con quella di Giancarlo le due 'memorie' si intersecavano a meraviglia! Due teste con parecchio cervello...SE TI INTERESSA COMPRARLO, CLICCA SULL'IMMAGINE!

Al Parco di S. Sebastiano

Al Parco di S. Sebastiano
Con Guido De Maria e Giancarlo Governi, i padri di SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!
Talk Show con Giancalo e Guido al "Roma Vintage Festival", 16 giugno 2009 dedicato allo storico programma Rai

Celebriamo Gabriella Ferri

Celebriamo Gabriella Ferri
Con Giancarlo

...e Rino Gaetano

...e Rino Gaetano
Con Giancarlo

...ancora Rino

...ancora Rino

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo
In omaggio a Rino, quella sera ho cantato "I love you Maryanna", primo disco di Rino, prodotto da me e da Antonello Venditti nel 1973. Con Rino feci un tour nel 1979. Alla batteria c'era Massimo Buzzi, alle chitarre Nanni Civitenga e Rino e io al basso. Il 'road manager' era Franco Pontecorvi che oggi vive come me sui Castelli Romani e vende occhiali.

Serata Supergulp

Serata Supergulp
Venerdì 17 luglio '09 al Parco S. Sebastiano (Caracalla) all'interno di Roma Vintage, verrà ripetuta la serata dedicata alla genesi del mitico programma televivivo. Parteciperanno Giancarlo Governi, Guido De Maria e Piero Montanari (me stesso...). Appassionati intervenite!

Un giovane promettente...

Un giovane promettente...
Luca, il giorno che si è vestito bene per il suo saggio di pianoforte. Sarà pur vero che "ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma ci saranno pure degli scarrafoni universalmente belli, o no?

Maggio 2008: un piacevole incontro

Maggio 2008: un piacevole  incontro
Dopo più di vent'anni ho rivisto l'amico Giorgio Ariani, grande attore e voce ufficiale Italiana di Oliver Hardy (Ollio). Nel 1985 realizzammo la sigla di "2 Teste senza cervello" e Giorgio, con Enzo Garinei (Stanlio) doppiò una marea di film della coppia per i quali realizzai le musiche.

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"
A Capalbio (Gr.) c'è un posto magico da visitare, con opere d'arte tra ulivi e macchia mediterranea, opera dell'architetta Niky De St. Phalle che ha realizzato in 20 anni un percorso di magnifiche statue ispirate ai Tarocchi, le magiche carte che predicono il futuro...Dato il suo nome, è meta di "sole" e personaggi cosiddetti " taroccati". Wanna Marchi e sua figlia sono state spesso viste aggirarsi tra le magnifiche statue!

Diana Nemi 2007/2008

Diana Nemi 2007/2008
Da sx alto: Samuele, Emanuele, Federico R., Lorenzo, Matteo, Edoardo, il Mister Eugenio Elisei. Sotto:Simone, Luca, Daniele, Valerio, Riccardo, Federico C.

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini
Col mio "idolo" calcistico di ieri

Luca e Francesco Totti

Luca e Francesco Totti
Col suo "idolo" calcistico di oggi

Luca Montanari

Luca Montanari
Il calciatore. Questa stagione, la prima di campionato con i pulcini della "Diana Nemi", è capocannoniere. Ha messo a segno ben 43 reti e tutte senza rigori, ma ventidue su calci piazzati!

Luca Montanari

Luca Montanari
Nel momento della premiazione

Daniele Serafini

Daniele Serafini
La premiazione

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07
Da sx della foto: Samuele, Matteo, Riccardo,Federico, Wulnet, Carlo, Luca, Daniele. Seduto con il pallone, una vera pestilenza, Federico Rosselli. Dobbiamo dire grazie alla pazienza infinita del Mister Eugenio Elisei, che più volte ha pensato di mollare la squadra e dedicarsi alle missioni in Angola - E' meno faticoso - mi ha detto, disperato, alla fine di un allenamento.

Allenamenti anno 2007-2008

Allenamenti anno 2007-2008
Il mio secondo figlio unico...

Matteo Montanari

Matteo Montanari
Il mio primo figlio unico...

Ado e Sania Montanari

Ado e Sania Montanari
The Peter's Sisters

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952
Memmo Montanari (primo a dx nella foto) con i suoi tifosi in una trasferta della Roma. La foto è stata scattata al ritorno da Verona il 22 giugno 1951. Solo dopo quella partita la Roma ebbe la certezza di tornare in serie A

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.
Mio padre, che si diceva fosse danaroso, quando morì era povero. Qualcuno nel nostro quartiere Celio racconta ancora che comprava i giocatori alla Roma...

Mio padre al centro dei vip della Roma

Mio padre al centro dei vip della Roma
Ricordo questa foto da sempre. Quella che avevamo in casa aveva un ritocco fatto a mano da non so chi (forse mio padre stesso). Il "pittore" aveva dipinto a tutti pantaloncini da calcio e gambe nude! In quel periodo glorioso nasce il giornale "Il Giallorosso" che contribuì attivamente alla ricostruzione della Roma. Fu fondato da mio padre, Angelo Meschini (capi storici di allora del tifo romanista) e dai fratelli Mario e Peppino Catena (soci della Roma) con la collaborazione dell'avvocato Alberto Saccà, con cui mio padre, nei miei ricordi da piccolo, aveva rapporti conflittuali.

Il Giallorosso

Il Giallorosso
Testata del giornale dei tifosi della Roma fondato da mio padre nel 1952. Ero piccolino e ricordo quel giorno che mi fece vedere le bozze...ricordo la finestra della mia camera sulla Piazza, al civico 4, ed il Colosseo davanti.

Pop & Jazz History

Pop & Jazz History
Sonorizzazione

1970 Pop Maniacs

1970 Pop Maniacs
Qui ci sono anche le musiche di Spyderman e i Fantastici Quattro che feci nel 1977 per Supergulp!

Il Pianeta Totò

Il Pianeta Totò
Fotogramma della sigla di Mario Sasso per la prima trasmissione di Rai 2 sul grande attore. Gli occhi di Totò si muovevano a tempo con una mia tarantella che si trasformava via via in rock sulle note di Malafemmena.

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Logo originale della trasmissione

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Un fotogramma della sigla di "Due teste senza cervello". Ci lavorò a lungo il videoartista Mario Sasso, alla SBP di Roma, con Virginia Arati che dipingeva elettronicamente 'frame by frame', con un computer costosissimo della Quantel che si chiamava appunto Paintbox. Credo che questa sigla sia stata la prima in Tv ad essere realizzata con questa straordinaria tecnica.

Il mio recording studio

Il mio recording studio
La regia

studio

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La sala di ripresa

studio

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la regia

studio

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La regia

Il ritorno di Ribot 1991

Il ritorno di Ribot 1991
Uno sceneggiato interpretato dal grande cantante e attore franco-armeno Charles Aznavour e Delia Boccardo, diretto da Pino Passalacqua per Rai1 e Antenne2 con la colonna sonora composta da me.

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1
Alessandra Martinez, protagonista del film in due puntate con la mia colonna sonora.

Le Gorille

Le Gorille
Serie TV franco anglo italiana che riprende dei film del 1957-58 con Lino Ventura. Il personaggio è Geo Paquet, agente segreto francese, Di questa serie ho musicato 2 episodi, per la regia di Maurizio Lucidi e Duccio Tessari

Top model

Top model
Film con D'Amato

Top model

Top model
Stesso film uscito in Grecia

Top girl

Top girl
Film sequel di D'Amato. Beh, dopo tutte ste top, non poteva mancare la girl!

High finance woman

High finance woman
Altro film di D'Amato con le mie musiche