piero montanari

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L'AUTORE

giovedì 16 novembre 2017

Muore Luis Bacalov, il premio Oscar per le musiche de “Il postino”


(di Piero Montanari - da Globalist, Il Giornale dello Spettacolo, Romait)


In seguito ai postumi di una grave ischemia, è morto Luis Enrique Bacalov, lo straordinario musicista argentino premio Oscar 1996 per la colonna sonora de “Il postino”, l'ultimo struggente film di Massimo Troisi. Bacalov aveva 84 anni ed era stato ricoverato al San Filippo Neri di Roma alcuni giorni fa in gravi condizioni, ma senza aver mai perduto conoscenza.
Era nato a San Martin il 30 agosto del 1933, da una famiglia di origine bulgare e di religione ebraica. Mostrò sin da piccolo un grandissimo talento per la musica, fino a divenire un bambino prodigio del pianoforte. Girò molto tra la Colombia e l'Europa, prima di approdare nel nostro paese che lo accolse e che scoprì la sua grandezza nei primi anni '60, prima alla casa discografica Fonit Cetra, dove lavorò per un breve periodo, poi alla storica Rca di Roma, dove divenne l'arrangiatore principe, insieme ad Ennio Morricone, dei primi grandi successi di Rita Pavone (“La partita di pallone, “Cuore”, “Il ballo del mattone”) ma anche di Umberto Bindi, di Neil Sedaka, firmando il debutto di Gianni Morandi con il brano “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” che lanciò nell'olimpo musicale il cantante di Monghidoro.
Alla Rca incontrò il cantautore Sergio Endrigo, col quale iniziò a lavorare e a comporre successi indimenticabili quali “Io che amo solo te”, “Se le cose stanno così”, “Era d'estate”, “Canzone per te”, “Lontano dagli occhi” “L'arca di Noè”. Purtroppo la loro amicizia e il loro sodalizio finì male, perché Endrigo portò Bacalov in tribunale, accusandolo di avergli “rubato” la melodia del tema principale de “Il postino” che fece vincere l'Oscar al compositore argentino. Fu per questo condannato dalla corte di appello di Roma a spartire con gli eredi di Sergio Endrigo, scomparso nel 2005, i cospicui introiti del famoso brano, leit motive della colonna del film.
Musicista eclettico e di estrazione classica, Bacalov fu compositore di molte colonne sonore memorabili, come quella per il felliniano “La città delle donne”, dove subentrò a Nino Rota, scomparso improvvisamente. Ma fu anche il musicista di Pasolini, di Scola, di Dino Risi, di Francesco Rosi per il quale musicò “La tregua”.
Personalmente lo incontravo spesso alla fine degli anni '70 nei corridoi e nelle sale di registrazione, al famoso bar della Rca di Roma, conoscevo bene il suo talento, anche se non abbiamo mai avuto modo di lavorare insieme. Il contestato brano principale della colonna sonora de “Il postino”, rimane per me uno dei suoi temi più belli e struggenti, anche perché legato alle ultime apparizioni di un sofferente Massimo Troisi, che di lì a poco ci lascerà. Bacalov era anche un sublime pianista di tango argentino, musica del suo sangue, che amava scrivere e che suonava nei concerti in maniera straordinaria.

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lunedì 13 novembre 2017

Violenze ad Ostia: Suburra e Gomorra? Filmetti per educande.


(di Piero Montanari)

Quando si dice che la realtà supera la fantasia. Un luogo comune trito e ritrito che si tira fuori dal cassetto per commentare dei fatti che generalmente accadono solo nei film, dove, quasi sempre, i “buoni” vincono e i “cattivi” o muoiono, o marciscono in galera a vita. Torni a casa dal cinema o ti alzi dal divano della tv, vai a letto e vedi il telegiornale prima di addormentarti.
Oggi la fantasia degli autori e soggettisti di storie cinematografiche deve galoppare velocemente se vuole attrarre spettatori, perché ci si deve confrontare con una realtà difficile da superare. Nei nostri anni digitali si è parlato di realtà virtuale, dove entravi con un casco elettronico in un mondo costruito al computer, nel quale interagivi con personaggi di fantasia. Poi si è parlato di realtà aumentata, dove attraverso occhiali, o proiezioni sul parabrezza della tua auto, o addirittura tramite lenti a contatto, osservi ciò che ti circonda, “aumentato” da dati che si immaginano utili alla tua vita quotidiana.
A questo punto possiamo parlare tranquillamente di una nuova realtà, la “realtà superata”, e una nuova era di comunicazione si prospetta davanti ai nostri occhi. Ma ritorniamo al momento di quando, tornati a casa dal cinema o sollevati dal divano della tv, ci infiliamo nel letto e diamo un ultimo sguardo alle notizie prima di addormentarci.
Ecco che ci appare il giornalista Daniele Piervincenzi, inviato del programma di Rai Due “Nemo – nessuno escluso” che pone delle domande a un signore di etnia sinti, Roberto Spada, fratello di un boss, di Ostia, Carmine Spada, condannato a dieci anni per estorsione con l'aggravante del metodo mafioso. Il giornalista gli domanda semplicemente perché si fosse fatto fotografare con un esponente di Casapound, Luca Marsella, leader di una delle liste del X Municipio di Ostia. Per tutta risposta Spada gli dà una violenta testata sul naso, rompendoglielo, e poi insegue il malcapitato operatore Edoardo Anselmi, picchiandolo ripetutamente con uno di quei bastoni di gomma dura in dotazione ai fascisti d'azione.
Ed eccoci alla “realtà superata”. Sto guardando il Tg o il trailer di una delle puntate della terza serie di Suburra? O di Gomorra? Non lo so, non lo capisco, sono confuso. Mentre il sangue scende copiosamente dal naso fratturato del povero giornalista, mi si chiudono gli occhi e, mentre cerco il telecomando per spegnere il televisore, penso che forse l'autore di questo film ha esagerato con le scene di violenza.

lunedì 30 ottobre 2017

L'essenza umana di Rino Gaetano nel nuovo libro di Matteo Persica


(di Piero Montanari da Globalist - Il Giornale dello Spettacolo - Il Quotidiano del Lazio)

Giovedì 2 novembre alle ore 18 presso La Feltrinelli di via Appia Nuova 427 a Roma, ci sarà la nutrita presentazione del libro: Rino Gaetano. Essenzialmente Tu, di Matteo Persica (Odoya Edizioni - 20 euro, 320 pagine), arricchito da fotografie inedite e un sedicesimo di immagini a colori.

Noi “gaetaniani” aspettavamo con ansia questo nuovo lavoro di Matteo Persica, dopo il brillante successo di critica e di lettori ottenuto col suo libro d'esordio nel 2016: Anna Magnani Biografia di una donna. L'ansia non era solo dovuta all'attesa di leggere quale profilo umano potesse scaturire dalle decine di racconti di noi amici e collaboratori del cantautore crotonese, raccolti con meticolosità dall'Autore, ma anche perché il libro ha avuto una difficile gestazione, avendolo Matteo preso e lasciato più volte, ma poi concluso, per fortuna.

Come dice lo stesso Autore, “Questo libro, nasce per essere una biografia soprattutto dell' ”uomo” Rino, finisce poi per essere, verso di lui, un vero atto d'amore.” Come in Anna Magnani, Matteo Persica riesce a resuscitare la voce narrante del protagonista senza farsi intimorire dalle lacune: quel che Gaetano non ha detto nelle numerose interviste, lo dicono gli amici, i colleghi, le fidanzate.

Il libro contiene la spiegazione di Gaetano dei suoi testi, che tramite la comicità e il “nonsense” (Jannacci tra i suoi punti di riferimento) trattano di tematiche esistenziali e sociali importantissime come la schiavitù dai prodotti legati al petrolio (“Spendi spandi effendi”) o la totale indifferenza dell’essere umano per il proprio simile (“Mio fratello è figlio unico”).

Ma tornando al ritratto di Rino, la sua personalità è racchiusa in fondo in queste quattro frasi: “Dalla vita uno dovrebbe avere l’essenziale con un pochino di superfluo.” Se insisti, e gli chiedi cosa è per lui l’essenziale e cosa il superfluo: “L’essenziale è mangiare, bere, dormire e fare l’amore” ti dice candidamente. “Il superfluo è passare davanti a un bar, vedere un flipper e buttarci dentro cento lire e, magari, pur sapendo che ti chiude il ristorante e non potrai più mangiare, te ne freghi perché il superfluo è più importante dell’essenziale.”

Dice Matteo Persica nella sua presentazione: “I protagonisti di questa storia, oltre a Rino, sono i suoi amici ed i suoi colleghi che, attraverso le loro testimonianze, i loro sguardi e le loro emozioni, mi hanno dato modo di dar vita a queste pagine. Qualche nome lo conoscerete, altri vi risulteranno anonimi ma non per me, che li porto tutti nel cuore.” Per me è un onore leggere il mio nome tra questi.

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mercoledì 18 ottobre 2017

La terribile storia di Asia Argento e dell'Orco di Hollywood


Il grido di Hollywood al femminile contro Harvey Weinstein non sembra placarsi. Ieri alla lista delle grandi star abusate s'è aggiunta l'attrice americana Rose McGowan, la quale accusa il grande produttore di averla stuprata. Ormai sono in pochi a difenderlo, tra questi il grande regista Oliver Stone, quando parla di linciaggio in piazza al posto di un regolare processo, che sicuramente farà seguito a questo increscioso scandalo.
Tutto nasce – come sappiamo - da un articolo del New York Times della scorsa settimana, che ha raccontato dei comportamenti sessuali di Weinstein, il quale avrebbe abusato della sua posizione dominante per ottenere favori sessuali dalle attrici scelte o da scegliere per i suoi film. La storia sembra essere la stessa squallida di sempre, “o me la dai o ti caccio dal cast”, e le richieste non erano nei confronti di sprovvedute donne in cerca di visibilità, ma di vere stelle del cinema. Si parla di Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow, Mira Sorvino Kate Beckinsale, Ashley Judd e molte altre, le quali sembravano non aspettare che un cenno per tirare fuori questo pesante macigno dalla loro anima.
Al coro si è unita Asia Argento, che ha accusato Weinstein di averla stuprata quando lei, appena 21enne, era approdata ad Hollywood col sogno di diventare una grande star. Il produttore–orco le chiese subito prestazioni sessuali alle quali Asia non poté opporsi. La cosa che però appare strana, è che questo stupro - come racconta la stessa attrice - si è protratto per i successivi cinque anni nei quali i due hanno continuato a vedersi e anche a “consumare”, secondo i racconti dell'attrice.
Ora risulta quantomeno strano che la bella, intelligente e disinibita Asia Argento non abbia più potuto sottrarsi negli anni alle grinfie dell'orco di Hollywood. Sappiamo che a pensar male si fa peccato, però un retropensiero è là che si insinua, e cioè che ci fosse stato almeno un piccolo consenso da parte sua, capendo, suo malgrado, quanto l'ignobile produttore potesse contare per la sua carriera.
E' una storia squallida che si ripete purtroppo ogni giorno, non solo nel rutilante mondo dello spettacolo, nello “star system” mondiale, ma anche più modestamente in qualunque posto di lavoro dove ci siano donne subalterne e uomini con posizioni dominanti. Il famoso divano del produttore, dove sono nate le più brave attrici del mondo, continua ad essere un luogo indesiderato per tante donne, ma molto ambito per altre, che farebbero a gara per farci qualche seduta.




martedì 3 ottobre 2017

Baglioni un tempo sfotteva il Festival, ora lo presenta.

Ho scritto questo pezzo alcuni giorni fa per il Giornale dello Spettacolo con il quale collaboro da alcuni anni, articolo ripreso da Il quotidiano del Lazio e da Globalist. 
Il contenuto non è stato gradito da Claudio, in aggiunta ad un post da me scritto (e poi prontamente eliminato) in una chat su FB, dove parlavo di una nostra conversazione privata su WhatsApp e dove lui mi raccontava i suoi dubbi se accettare o meno la direzione del Festival. Tra le cose piacevoli di questo incarico, certamente oneroso e complicato, metteva però in conto, non il cospicuo cachet, ma soprattutto il piacere di una nuova sfida, legata ad un ulteriore colpo di notorietà che - aggiungevo - è per gli artisti una "droga", parlando comunque in generale. Ebbene, pur scusandomi con lui più e più volte, non ho avuto nessun cenno da parte sua. Non mi sembrava, in tutta coscienza, di aver rivelato chissà quale fatto privato inenarrabile. Un'amicizia sporadica ma sincera la nostra, nata nel tour Alè ò ò e durata più di 35 anni, dispiace vederla finire in tarda età, e con l'aggravante dei futili motivi. Il pezzo è sicuramente satireggiante ma affettuoso, e rivela inequivocabilmente il bene e la stima che ho per Claudio.


Oggi la conferma ufficiale che Claudio Baglioni sarà il direttore artistico del 68° Festival di Sanremo, e che sarà anche presente sul palco come presentatore “aggiunto” di una squadra che ancora si sta delineando. La Rai - mi raccontava Claudio in una nostra conversazione privata - anzi, “i Rai” come li ha chiamati lui, hanno molto insistito per averlo al Festival, e lui alla fine ha ceduto. Sarà per il cospicuo cachet vicino ai 600mila euro, anche se mondato del 10% come richiesto “dai Rai”, sarà per l'ulteriore botta di popolarità che gli darà il Festival, una “nazional – popolarità” che lui non disdegna affatto, sarà perché in vecchiaia si revisionano molti pensieri che in gioventù erano più radicali, come quello di prendere grandi distanze dalla “pochezza” delle proposte musicali di Sanremo, e sentirsene, tutto sommato, al di sopra. Ma, come si dice, si nasce incendiari e si muore... pompieri.
Assisterò, quindi, con grande curiosità al festival di Claudio, amico e Artista che ha la mia stima totale, per il suo grande talento di scrittore di canzoni straordinarie, per il suo profilo umano, sempre basso e critico verso sé stesso, e poi quello professionale, dubbioso e perfezionista, tanto da restare anche dei mesi in “surplace” prima di decidere l'ok su una frase di una canzone o il cambio di un accordo.
La curiosità principale, però, me la motiva il fatto che Claudio il palco di Sanremo l’ha sempre un po' criticato e certamente snobbato, se togliamo quell’unica volta che andò a cantare dal vivo, da solo col pianoforte, Questo piccolo grande amore, nel brutto periodo dove a Sanremo i cantanti si esibivano in playback. Lo fece – e me lo disse – “per far vedere a quelli come si canta dal vivo”.
L'idiosincrasia per il Festival di Claudio arrivava al punto di organizzare serate a casa sua con noi amici e collaboratori dell'epoca (si parla di Alè ò ò), proprio per non assistere allo spettacolo da solo, e giocare insieme allo sfottò di questo o quel cantante o canzone. Ricordo una di quelle sere dove mise addirittura in palio un premio simbolico per chi avesse indovinato il vincitore (una bottiglia di vino fatta come la coppa dei mondiali di calcio, che peraltro quella volta vinsi per aver azzeccato il pronostico).
Ora evidentemente le cose sono cambiate, in Baglioni ci sarà stato sicuramente il desiderio non guardare il Festival da casa scherzandoci su, e avrà prevalso in lui la possibilità di poter incidere, con il suo gusto e la sua professionalità, sulla qualità dei brani e degli artisti interpreti.
Meglio essere dentro la “storia” che guardarla o criticarla mente accade. Solo che Claudio dovrà, per forza di cose, decidere velocemente a scegliere brani e cantanti, perché i tempi televisivi non gli permetteranno pause riflessive di settimane o mesi, come suo solito. E questo so bene che lo farà soffrire, e anche tanto. In bocca al lupo Claudio.

giovedì 7 settembre 2017

Mille musicisti contro la Siae «Ridateci l’assegno mensile» (Corriere della Sera14 May 2017)



Giovedì il Consiglio di Stato deciderà sui 615 euro. «Per molti sono il pane»


Franco Cerri, virtuoso della chitarra, celebre per lo spot pubblicitario «l’uomo in ammollo», a 91 anni non se la passa benissimo. Come lui, si lamentano più di mille musicisti, compositori e autori di cinema e tv che, a una certa età, si sono ritrovati privi di una fonte di reddito.
Il cantautore napoletano Peppino Gagliardi è uno dei disagiati. Al pari del grande jazzista Enrico Intra. Tutti sofferenti a causa della Siae, la società di autori ed editori. La somma veniva erogata grazie a un fondo creato nel 1949 al quale attingere in età avanzata. Un deposito alimentato con il 4 per cento dei guadagni di ciascun autore e con un contributo del 2 per cento degli editori. Una specie di conto privato al quale i sottoscrittori affidavano la speranza di ottenere una piccola rendita negli anni del bisogno. Lo stop nel 2011.
Una trentina di anni fa, la Siae stabilì che l’assegno mensile prelevato da quel Fondo sarebbe stato uguale per chiunque ne aveva diritto, una piccola cifra che oggi corrisponde a 615 euro al mese. Sembra poco, ma per tanti era una manna dal cielo. Qualcuno con quella somma pagava una badante alla quale ora ha dovuto rinunciare.
Le storie più tragiche riguardano alcune vedove di artisti che utilizzavano quei soldi per pagare la retta di una casa di riposo, e adesso, prive di risorse, sono finite in mezzo a una strada. Il bassista Piero Montanari ha aperto una pagina Facebook chiamata «Comitato Millesoci» in cui elenca gli artisti colpiti dalla cancellazione dell’assegno mensile. Contempla i nomi di personaggi noti ai telespettatori come Ugo Gregoretti, Giancarlo Governi, Paolo Limiti.
Il modo in cui la Siae decise di interrompere l’erogazione dell’assegno è abbastanza singolare. Lo fece durante il periodo natalizio del dicembre 2011, quando la società era controllata dal commissario Gian Luigi Rondi. Senza darne comunicazione e senza giustificare.


Premio alla Cultura

PREMI SPECIALI

A BENEMERITI DELLA CULTURA

(Trofeo di Cristallo e Medaglia d’oro del Presidente dell’Ass. Cult. “P. Raffaele Melis O.M.V.”)

Musicista Regista Maestro PIERO MONTANARI
Roma

Premio “Francesco Di Lella”

“Per avere contribuito con la musica e la regia all’evoluzione ed all’affermazione di attori e cantanti di chiara fama nazionale ed internazionale, lasciando un segno vivo nel panorama cinematografico e musicale italiano, senza mai desistere anche in un periodo così difficile ed arduo come l’attuale.”

Firmato Augusto Giordano, Getulio Baldazzi, P.Ezio Bergamo, Rita Tolomeo, Maurizio Pallottí, Domenico Di Lella, Maria Fichera, Gianni Farina, Rita Pietrantoni, Paola Pietrantoni, Domenico Gilio.

Il premio sarà conferito il 13 giugno 2010 alle ore 16 al teatro S. Luca, in via Lorenzo da' Ceri 136 - Roma.

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!
Finalmente nelle librerie "L&H:2 Teste senza cervello", libro e Dvd con la summa delle puntate migliori e, udite udite, dialoghi ANCHE IN ORIGINALE . Lo abbiamo presentato da MelBookStore il 30 giugno 09. C'era Italo Moscati, persona di straordinaria cultura e spessore umano. Con quella di Giancarlo le due 'memorie' si intersecavano a meraviglia! Due teste con parecchio cervello...SE TI INTERESSA COMPRARLO, CLICCA SULL'IMMAGINE!

Al Parco di S. Sebastiano

Al Parco di S. Sebastiano
Con Guido De Maria e Giancarlo Governi, i padri di SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!
Talk Show con Giancalo e Guido al "Roma Vintage Festival", 16 giugno 2009 dedicato allo storico programma Rai

Celebriamo Gabriella Ferri

Celebriamo Gabriella Ferri
Con Giancarlo

...e Rino Gaetano

...e Rino Gaetano
Con Giancarlo

...ancora Rino

...ancora Rino

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo
In omaggio a Rino, quella sera ho cantato "I love you Maryanna", primo disco di Rino, prodotto da me e da Antonello Venditti nel 1973. Con Rino feci un tour nel 1979. Alla batteria c'era Massimo Buzzi, alle chitarre Nanni Civitenga e Rino e io al basso. Il 'road manager' era Franco Pontecorvi che oggi vive come me sui Castelli Romani e vende occhiali.

Serata Supergulp

Serata Supergulp
Venerdì 17 luglio '09 al Parco S. Sebastiano (Caracalla) all'interno di Roma Vintage, verrà ripetuta la serata dedicata alla genesi del mitico programma televivivo. Parteciperanno Giancarlo Governi, Guido De Maria e Piero Montanari (me stesso...). Appassionati intervenite!

Un giovane promettente...

Un giovane promettente...
Luca, il giorno che si è vestito bene per il suo saggio di pianoforte. Sarà pur vero che "ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma ci saranno pure degli scarrafoni universalmente belli, o no?

Maggio 2008: un piacevole incontro

Maggio 2008: un piacevole  incontro
Dopo più di vent'anni ho rivisto l'amico Giorgio Ariani, grande attore e voce ufficiale Italiana di Oliver Hardy (Ollio). Nel 1985 realizzammo la sigla di "2 Teste senza cervello" e Giorgio, con Enzo Garinei (Stanlio) doppiò una marea di film della coppia per i quali realizzai le musiche.

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"
A Capalbio (Gr.) c'è un posto magico da visitare, con opere d'arte tra ulivi e macchia mediterranea, opera dell'architetta Niky De St. Phalle che ha realizzato in 20 anni un percorso di magnifiche statue ispirate ai Tarocchi, le magiche carte che predicono il futuro...Dato il suo nome, è meta di "sole" e personaggi cosiddetti " taroccati". Wanna Marchi e sua figlia sono state spesso viste aggirarsi tra le magnifiche statue!

Diana Nemi 2007/2008

Diana Nemi 2007/2008
Da sx alto: Samuele, Emanuele, Federico R., Lorenzo, Matteo, Edoardo, il Mister Eugenio Elisei. Sotto:Simone, Luca, Daniele, Valerio, Riccardo, Federico C.

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini
Col mio "idolo" calcistico di ieri

Luca e Francesco Totti

Luca e Francesco Totti
Col suo "idolo" calcistico di oggi

Luca Montanari

Luca Montanari
Il calciatore. Questa stagione, la prima di campionato con i pulcini della "Diana Nemi", è capocannoniere. Ha messo a segno ben 43 reti e tutte senza rigori, ma ventidue su calci piazzati!

Luca Montanari

Luca Montanari
Nel momento della premiazione

Daniele Serafini

Daniele Serafini
La premiazione

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07
Da sx della foto: Samuele, Matteo, Riccardo,Federico, Wulnet, Carlo, Luca, Daniele. Seduto con il pallone, una vera pestilenza, Federico Rosselli. Dobbiamo dire grazie alla pazienza infinita del Mister Eugenio Elisei, che più volte ha pensato di mollare la squadra e dedicarsi alle missioni in Angola - E' meno faticoso - mi ha detto, disperato, alla fine di un allenamento.

Allenamenti anno 2007-2008

Allenamenti anno 2007-2008
Il mio secondo figlio unico...

Matteo Montanari

Matteo Montanari
Il mio primo figlio unico...

Ado e Sania Montanari

Ado e Sania Montanari
The Peter's Sisters

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952
Memmo Montanari (primo a dx nella foto) con i suoi tifosi in una trasferta della Roma. La foto è stata scattata al ritorno da Verona il 22 giugno 1951. Solo dopo quella partita la Roma ebbe la certezza di tornare in serie A

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.
Mio padre, che si diceva fosse danaroso, quando morì era povero. Qualcuno nel nostro quartiere Celio racconta ancora che comprava i giocatori alla Roma...

Mio padre al centro dei vip della Roma

Mio padre al centro dei vip della Roma
Ricordo questa foto da sempre. Quella che avevamo in casa aveva un ritocco fatto a mano da non so chi (forse mio padre stesso). Il "pittore" aveva dipinto a tutti pantaloncini da calcio e gambe nude! In quel periodo glorioso nasce il giornale "Il Giallorosso" che contribuì attivamente alla ricostruzione della Roma. Fu fondato da mio padre, Angelo Meschini (capi storici di allora del tifo romanista) e dai fratelli Mario e Peppino Catena (soci della Roma) con la collaborazione dell'avvocato Alberto Saccà, con cui mio padre, nei miei ricordi da piccolo, aveva rapporti conflittuali.

Il Giallorosso

Il Giallorosso
Testata del giornale dei tifosi della Roma fondato da mio padre nel 1952. Ero piccolino e ricordo quel giorno che mi fece vedere le bozze...ricordo la finestra della mia camera sulla Piazza, al civico 4, ed il Colosseo davanti.

Pop & Jazz History

Pop & Jazz History
Sonorizzazione

1970 Pop Maniacs

1970 Pop Maniacs
Qui ci sono anche le musiche di Spyderman e i Fantastici Quattro che feci nel 1977 per Supergulp!

Il Pianeta Totò

Il Pianeta Totò
Fotogramma della sigla di Mario Sasso per la prima trasmissione di Rai 2 sul grande attore. Gli occhi di Totò si muovevano a tempo con una mia tarantella che si trasformava via via in rock sulle note di Malafemmena.

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Logo originale della trasmissione

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Un fotogramma della sigla di "Due teste senza cervello". Ci lavorò a lungo il videoartista Mario Sasso, alla SBP di Roma, con Virginia Arati che dipingeva elettronicamente 'frame by frame', con un computer costosissimo della Quantel che si chiamava appunto Paintbox. Credo che questa sigla sia stata la prima in Tv ad essere realizzata con questa straordinaria tecnica.

Il mio recording studio

Il mio recording studio
La regia

studio

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La sala di ripresa

studio

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la regia

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La regia

Il ritorno di Ribot 1991

Il ritorno di Ribot 1991
Uno sceneggiato interpretato dal grande cantante e attore franco-armeno Charles Aznavour e Delia Boccardo, diretto da Pino Passalacqua per Rai1 e Antenne2 con la colonna sonora composta da me.

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1
Alessandra Martinez, protagonista del film in due puntate con la mia colonna sonora.

Le Gorille

Le Gorille
Serie TV franco anglo italiana che riprende dei film del 1957-58 con Lino Ventura. Il personaggio è Geo Paquet, agente segreto francese, Di questa serie ho musicato 2 episodi, per la regia di Maurizio Lucidi e Duccio Tessari

Top model

Top model
Film con D'Amato

Top model

Top model
Stesso film uscito in Grecia

Top girl

Top girl
Film sequel di D'Amato. Beh, dopo tutte ste top, non poteva mancare la girl!

High finance woman

High finance woman
Altro film di D'Amato con le mie musiche