piero montanari

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L'AUTORE

domenica 21 maggio 2017

Sgarbi: quando la TV è m...



(di Piero Montanari)

Arriverò buon ultimo a fare considerazioni pseudo sociologiche sull’uso improprio dei media e soprattutto della grande regina e Cattiva Maestra televisione, ma il malloppo di marchesiana memoria è ormai esploso e la deflagrazione sta rischiando di uccidermi se non condivido, a distanza di alcune ore, la visione di Sgarbi alle Iene.

Pixel, ergo sum, cosa non si fa per esserci e per apparire? Ma la misura si è davvero colmata e il guano deborda dalla secchia immonda con storie di delitti truculenti, dove la televisione, più di qualsiasi altro informatorio comune, diventa il tòpos dove avviene qualsiasi cosa ormai, i processi, le rivelazioni, i ricongiungimenti affettivi, gli assassinii più efferati, e la telecamera che sguazza tra le pieghe-piaghe dell’orrore impietoso.

Se però un giorno mi avessero detto che avrei visto qualcuno ripreso mentre è in bagno a fare i suoi bisogni avrei pensato che stesse scherzando. Eppure è successo, e dobbiamo questo straordinario evento-momento di grande televisione al disinibito Vittorio Sgarbi che, per festeggiare i suoi 65 anni, ha pensato bene di far riprendere dalla telecamera delle Iene il giorno del suo compleanno, abluzioni, pisciate con scuotimento e sedute sul water comprese.

Non contento, mentre era seduto sul cesso, sforzandosi come nella norma, telefonava al suo caro amico Gigi Buffon (interrompendola conversazione nei momenti di maggior sforzo del plesso solare) il quale gli parlava della bellezza dell'Arte e di quanto gli fosse grato per essere questo magnifico critico, uomo di cultura e promotore di eventi qual è, il tutto corredato da un sottofondo di flatulenze, gorgoglii e scorregge da far invidia al trogolo più fetente.

Per carità, siamo nelle cose naturali, tutti andiamo in bagno e Gaston Zama delle Iene, che ha il merito di aver girato questa perla di servizio, ci deliziava ulteriormente dicendoci che c'era una gran puzza e si doveva per forza aprire la finestra. Meno male che non hanno ancora inventato la televisione con gli odori, altrimenti saremmo stati veramente soddisfatti dalla completezza del documento.

A quando i nuovi talent sulla scia (puzzolente) di questa bella novità? Avrei dei suggerimenti da proporre: Chi la fa più grossa, Chi piscia più lontano, magari anche Chi ce l'ha più lungo così chiudiamo in bellezza.

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sabato 6 maggio 2017

La tifoseria impazzisce: manichini impiccati e minacce poco goliardiche


(di Piero Montanari)

Fa male l'episodio macabro dei tre manichini impiccati con le maglie (originali) dei giocatori simbolo della Roma, De Rossi, Salah e Nainggolan, che pendono sotto uno striscione lungo il ponticello di via degli Annibaldi, lo sfondo del Colosseo illuminato e una scritta: "Un consiglio senza offesa, dormite con la luce accesa". Una minaccia e neanche tanto velata che arriva dopo che la Roma è stata sconfitta 1-3 dalla Lazio nel derby della Capitale, infangandone anche la meritata vittoria.

Fa male perché è l'ennesima sconfitta non dello Sport, a quelle siamo purtroppo abituati e ne abbiamo riprova ogni giorno. Gli “impiccati” fanno solo seguito al solito corollario di ignominie che non hanno risparmiato neanche il Grande Torino, l' imbattibile squadra che mori nella tragedia aerea di Superga. Scritte comparse sulla strada che porta alla Basilica nel giorno dell'anniversario dell'incidente suggerivano: “Da Lisbona a Torino era meglio in motorino” (la squadra tornava dopo una partita nella capitale portoghese), ma anche: “4 maggio bovini al pascolo”.

Queste oscenità non possono essere assimilabili ad una sconfitta dello Sport, perché di sport non si parla più ormai. Piuttosto verrebbe da scomodare la filosofa e scrittrice tedesca Hanna Arendt, che col suo libro La banalità del male, un resoconto del processo di Norimberga contro il criminale nazista Eichman, sollevò la questione che il male non è radicale ma l'assenza di radici, di memoria, l'incapacità di ritornare sui propri pensieri e sulle proprie azioni attraverso un processo di dialogo con se stessi, dal quale far scaturire il gesto “morale”, quello che ti fa desistere dal compiere atti ignobili come questi, anche se sei in mezzo al gruppo che ti incita a farlo.

Fa male sapere poi che la curva nord della Lazio ha rivendicato l'azione al Colosseo adducendo come scusa una semplice “goliardata” (della quale non si pentono però) per “prendere in giro i romanisti” anzi “i Riommanisti” e “er Cappetano” come li chiamano loro, ed è quindi frutto proprio di quella banalità di cui parla la Arendt che le loro scuse sembrano ancora più banali e insulse perché prive di qualsiasi autocoscienza. Impiccare i calciatori e minacciare i tifosi, bella goliardia!

Fa male pensare che il calcio, amatissimo e divertentissimo gioco nazionale, non possa essere affrancato dal male di questa generazione di tifosi e di malavitosi i quali, ovviamente, non sono solo della Lazio o della Juventus, ma appartengono al cancro di tutte le tifoserie radicalizzate nelle curve. E' pur vero che i tempi sono ben questi e non ci dobbiamo meravigliare. Ma indignarci si, sempre e ogni giorno, quando si evocano leggi che ci vogliono tutti pistoleri “l'un contro l'altro armati” o quando si fa del tutto per ributtare a mare dei poveracci disumanizzati in cerca di scampo.


E' davanti a tutto ciò che vedere a penzoloni dal ponticello di via degli Annibaldi i giocatori romanisti diventa una cosa normale, una cosa banale, una semplice goliardata.

martedì 2 maggio 2017

Addio a Rino Zurzolo, protagonista del Neapolitan Power di Pino Daniele


(di Piero Montanari)

E' morto in seguito ad un cancro che da due anni lo minava, il contrabbassista Gennaro “Rino” Zurzolo, uno tra i più importanti esponenti di quella fantastica nidiata dei primi anni '70 che assunse il nome di Neapolitan Power e che raggruppò il meglio della musica nuova che Napoli stava mettendo in scena in quel momento.

Insieme a Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Enzo Avitabile, Rosario Jermano, James Senese e Napoli Centrale, gli Osanna, Corrado Rustici, Ernesto Vitolo, Toni Verde, Jenny Sorrenti (con i Saint Just) e suo fratello Alan, La Nuova Compagnia di Canto Popolare, Pino Daniele, diede vita ad un movimento musicale artistico e culturale i cui segnali ancora oggi sono in grado di influenzare le scelte di tanti giovani artisti.

Rino era un contrabbassista vero, aveva una formazione classica conseguita al conservatorio di San Pietro a Maiella, ma a tredici anni era già in pista a suonare e sperimentare con un gruppo prog rock di future “all stars”, perché i Batrocomiomachia (così si chiamavano) erano Enzo Avitabile, grande sassofonista e cantante, Rosario Jermano, percussionista eccellente, Paolo Raffone e un “certo” Pino Daniele che di lì a poco avrebbe conquistato i cuori e le scene artistiche con la sua musica che era una meravigliosa un'invenzione, una commistione tra cultura napoletana, blues e rock.

In questo fantastico circolo di musicisti eletti ci finii anch'io che, insieme a Zurzolo, mi trovai a suonare in Terra Mia, il primo meraviglioso e poetico Lp di Pino Daniele, nel quale mi volle – bontà sua – il produttore Claudio Poggi, proponendomi di suonare sulle due tracce più importanti del disco, Napule è e 'Na tazzulella 'e cafè, fatto per il quale Claudio avrà la mia gratitudine a vita.

Rino, lo conobbi in quella situazione e poi in altre, quando andavo a trovare Pino Daniele nei concerti dal vivo, e mi beavo dell'originalissimo suono che ne veniva fuori, la famosa miscela di funky, blues, rock e Canta Napoli, dove Rino con Tullio De Piscopo costituiva la colonna ritmica portante sulla quale Pino cantava e suonava.

Rino è stato uno straordinario musicista, uno sperimentatore, un virtuoso dello strumento, ma anche, e per fortuna, un bravo insegnante e questo ci consola un po', perché ci dà la speranza che la sua cultura e la sua scienza possano essere state infuse nei suoi allievi, mentre la sua morte lo consegna già alla Storia, come uno dei protagonisti di questi bellissimi e irripetibili anni di una altrettanto irripetibile e bellissima musica.


lunedì 17 aprile 2017

Come Boncompagni ha rivoluzionato il linguaggio di radio e tv


Piero Montanari
16 aprile 2017
E' morto a 84 anni, a Roma, Gianni Boncompagni, uno tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano che, soprattutto insieme a Renzo Arbore, scrisse e condusse trasmissioni radiofoniche di grandissimo successo. Fu autore e regista a tutto tondo, dalle canzoni (Ragazzo triste di Patty Pravo, Tuca tuca della Carrà, solo per citarne due tra le più note) ai programmi televisivi di grande impatto popolare dei quali fece anche la regia, come Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai, Carramba.
Quello che sorprende di tutto il lavoro autoriale di Boncompagni è stata la sua capacità di sovvertire il linguaggio del mezzo che utilizzava di volta in volta per adattarlo alla sua cifra artistica, al suo stile, rompendo qualsiasi schema convenzionale col suo linguaggio rivoluzionario e surreale.
E fu proprio questa rivoluzione della radio che, come uno tzunami che tutto spazza via, andò in onda il 7 luglio 1970 con la prima puntata di Alto gradimento, che Boncompagni inventò insieme a Renzo Arbore e un affiatato gruppo di amici strampalati tra cui Giorgio Bracardi, Mario Marenco, Franco Bracardi. La trasmissione non aveva nessuna struttura né filo logico, solo la musica (sempre molto attuale) che veniva interrotta dall'intervento casuale dei personaggi inventati dagli autori. Il professor Aristogitone, Max Vinella, Catenacci, il figlio di Manuel, il dottor Marsala, la Sgarrambona, lo Scarpantibus e molti altri, entravano e uscivano dalla trasmissione con i loro interventi assolutamente demenziali, talmente esilaranti che diventarono linguaggio comune, un lessico che si sparse – oggi diremmo come un virus – soprattutto tra i giovani dell'epoca. La trasmissione andò in onda per sei anni e cambio totalmente il concetto di come si faceva la radio.
Boncompagni fu soprattutto questo, uno che sparigliava, un caposcuola dell'altro modo di fare spettacolo, un grande “improvvisatore” dotato di eloquio veloce e di una forte ironia che era parte integrante di lui, capace di assoggettare qualsiasi persona ai suoi lazzi e alle sue prese in giro. Era “padrone” di sfottere chiunque senza farsi accorgere, un vero maestro della “supecazzola” e del “cazzeggio” goliardico che, proprio col suo degno compare Renzo Arbore, assurse alle vette più alte.
Un'altra invenzione straordinaria di Gianni Boncompagni fu il varietà Non è la Rai per le reti Fininvest (appunto, non è la Rai) che andò in onda dal '91 al '95 e divenne subito un fenomeno di costume di quell'epoca. Balletti, giochi telefonici e canzoni, erano tutti eseguiti da un gruppo di ragazze adolescenti, sexy, carine e ammiccanti, che divennero subito il sogno erotico di tutti gli italiani, lo stesso sogno erotico che Boncompagni, al quale piacevano non poco le ragazze giovanissime,  traspose in televisione. Fu il lancio nello spettacolo di moltissime starlet, tra le quali Ambra Angiolini, la conduttrice eterodiretta proprio da Gianni attraverso un auricolare.
Amato (ebbe un paio di matrimoni e tantissimi  flirt, tra cui una lunga storia con Raffaella Carrà) ma anche odiato (Mia Martini disse che fu lui a mettere in giro la voce che lei portasse sfortuna), Boncompagni rimarrà nella storia dello spettacolo per le sue straordinarie intuizioni che ne fanno un indiscusso caposcuola, soprattutto per suo il modo di fare radio, copiato dai vari epigoni che per la prima volta si mettevano davanti ad un microfono, in quella meravigliosa stagione degli anni '70 che sancì l'avvento delle radio libere.

venerdì 14 aprile 2017

I 50 anni di Sgt. Pepper, il più bel disco dei Beatles



di Piero Montanari

Dopo 50 anni dalla sua prima uscita, avvenuta il 1 giugno del 1967, rivede la luce quello che viene considerato il più bel disco dei Beatles, Sgt. Pepper's lonely hearts club band. Viene ripubblicato il 26 maggio, remixato a partire dai nastri originali a quattro piste ad 1 pollice, incisi su un registratore Studer 4 tracce (all'epoca il top della tecnologia dei multitraccia, ora ce ne sono infinite...) e tenendo come riferimento il primo mix mono, che era il preferito dai Beatles, sotto la geniale produzione di George Martin, scomparso lo scorso anno.

Il club dei cuori solitari del sergente Pepper, più che una raccolta di canzoni è un antesignano dei "concept album" del rock e del pop, quei dischi che avevano un unico plot sviluppato al suo interno. Eseguito da un immaginario gruppo di musicisti d'epoca vittoriana, venne considerato un'opera d'arte assoluta, il primo dei dischi pop per la rivista Rolling Stone tra i 500 più importanti della Storia. Con i suoi 32 milioni di album venduti (comunque un terzo di Thriller di Michael Jackson) rappresentò una svolta musicale del quartetto, anche per la qualità della scrittura delle canzoni e la complessità delle registrazioni, durate 129 giorni, per un totale di 700 ore e un costo di 25.000 sterline, una follia per il tempo. Un'orchestra d'archi diretta da George Martin, sovrapposizioni di ottoni, con corni francesi in primis, effetti sonori sorprendenti, la cura della registrazione e dei missaggi, giustificarono, tutto sommato, il lungo periodo in sala (lo studio Due della EMI di Londra) e i costi esosi.

I brani famosissimi, da With a Little Help from My Friends, Lucy in the Sky with Diamonds (si credeva che le iniziali del titolo mascherassero un inno all'acido lisergico, appunto con la sigla LSD, in realtà era un omaggio che papà John vide in un disegno del piccolo Julian Lennon dedicato ad una sua compagna di scuola), alla nostalgica e magnifica She's Leaving Home, o all'assoluto capolavoro di A Day in the Life, considerata da molti la più bella canzone dei Beatles, sono in realtà i ricordi struggenti messi in musica e poesia dell'adolescenza dei Fab Four a Liverpool. Da qui il "concept album" che la critica accolse con frasi come: "i Beatles sono riusciti a fare della musica pop qualcosa che si ascolta seriamente, e che si potrebbe trattare come qualsiasi altro tipo di espressione artistica" o " L'influenza di Sergeant Pepper sulla musica pop è stata enorme, in quanto questo disco avrebbe dato ispirazione a tutta una serie di album di altri musicisti, che ambiscono a proporsi come discorsi definitivi sulla condizione umana. Ci fu comunque qualcuno a cui il disco non piacque, e disse che i Beatles "erano come i vicini di casa, i ragazzi in cui tutti si sarebbero potuti identificare. Adesso, dopo quattro anni, si sono isolati personalmente e musicalmente. Sono diventati meditativi, introversi, esclusivi ed esclusi."

Va ricordato che due meravigliosi brani non trovarono posto nel disco: Strawberry fields forever e Penny Lane, che però uscirono come singoli nel febbraio del 1967. Questo venne definito testualmente da Georg Martin come "l'errore più grande della sua vita di produttore". Le due canzoni restaurate sono fortunatamente contenute nella nuova edizione del cinquantenario. Un'ultima annotazione va alla copertina del disco, che è un manifesto assoluto della nascente pop art, dalla grafica originalissima, e contenente tutta una serie di personaggi, importanti miti dell'adolescenza dei Beatles. Si riconoscono intorno ai Nostri Quattro (che sono rappresentati con divise vittoriane coloratissime): Albert Einstein, Marlon Brando, Karl Marx, Edgar Allan Poe, Sonny Liston, Lenny Bruce, Mae West e tantissimi altri, probabilmente il pubblico che i Beatles avrebbero voluto fosse il loro. Furono scartati dalla copertina Adolf Hitler, Gandhi e Gesù, immaginiamo per ragioni di opportunità. Ma tanto bastava perché, come disse una volta proprio Lennon, loro erano "i Beatles, più famosi di Gesù Cristo!"

martedì 11 aprile 2017

Facciamo Totò santo subito: ormai fa i miracoli

Totò Rap di Piero Montanari



Totò, vita, opere e miracoli è il nuovo e definitivo libro scritto da Giancarlo Governi sul nostro grande e amato Principe, uscito in concomitanza con i cinquant'anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 15 aprile del 1967. Nel volume di quasi trecento pagine edito da Fazi, si racconta la sua storia di uomo, quella del grande attore, ma anche dell'amore che Totò riesce ancora a raccogliere dopo un tempo così lungo dalla sua morte. In realtà la storia di Totò sembra quella di un santo laico, a cui la gente si rivolge con venerazione, chiedendo miracoli e offrendogli pensieri scritti e doni come ex voto.

Il libro, scritto con la consueta maestria da Governi, scorre veloce e attraversa un tempo straordinario, il tempo della storia di questo grande attore naturale, con una faccia asimmetrica e un corpo disarticolato, figlio di una donna del popolo e di un giovanotto di buona famiglia, spiantato e pieno di cognomi nobili. Attraverso questo tempo si ripercorre la malinconica magia di un mondo di artisti e di generi a cui Totò apparteneva e che egli stesso ha incarnato, quella di un modo di fare spettacolo che non esiste più, il varietè, il teatro di rivista con le ballerine e i comici, le macchiette, l'avanspettacolo che precedeva il film al cinema. E fu proprio quel cinema che poi lo catturò facendogli girare quasi cento film.

E' grazie a biografi come Giancarlo Governi che Totò non è morto definitivamente cinquant'anni fa. La riscoperta del grande attore è iniziata in sordina poco dopo la sua scomparsa, quando un paio di piccoli cinema romani iniziarono a programmare i suoi film con successo sempre crescente. E poi ancora Governi con i suoi programmi televisivi che vale la pena ricordare: nel 1980 realizza per la Rai “Il pianeta Totò”, trenta puntate dedicate al Principe, nel quale sono raccolte le testimonianze dei familiari e dei grandi artisti che lo hanno affiancato nel corso della sua carriera. Poi ancora negli anni novanta scrive la serie “Totò, un altro pianeta”, quindici episodi che vanno in onda nel 1993. Nel 1994 è la volta di “Tocco e ritocco”, dedicato alle “spalle” di Totò e in seguito “La vita del Principe Totò” e “Totò Cento”, mandato in onda per il centenario della nascita, e recentemente “Ritratti”, in due puntate. Ma nel libro c'è scritto questo ed altro, in un compendio che raccoglie la storia di vita e l'opera omnia di Totò.

Il 7 aprile alla libreria Feltrinelli della Galleria Sordi di Roma c'è stata la prima presentazione del libro, con Giancarlo Governi affiancato da un divertito e divertente Enrico Montesano (che a Totò deve tantissimo e che si è prodotto in esilaranti gag imitandolo perfettamente) e al giornalista Bruno Manfellotto che, da napoletano, ha raccontato la sua stima e il suo amore per Totò. Un trio che la gente ha apprezzato moltissimo, invadendo la sala principale e quelle adiacenti per assistere all'evento. Noi non potevamo certo mancare, sia come Globalist, per il quale Governi scrive editoriali di successo, sia perché siamo stati gli autori delle musiche di tutti i programmi che Giancarlo ha scritto per la Rai, la cui genesi viene raccontata proprio da me nel libro.
Un altro miracolo del Principe? Le decine di copie di Totò, Vita opere e miracoli a disposizione subito scomparse!












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Premio alla Cultura

PREMI SPECIALI

A BENEMERITI DELLA CULTURA

(Trofeo di Cristallo e Medaglia d’oro del Presidente dell’Ass. Cult. “P. Raffaele Melis O.M.V.”)

Musicista Regista Maestro PIERO MONTANARI
Roma

Premio “Francesco Di Lella”

“Per avere contribuito con la musica e la regia all’evoluzione ed all’affermazione di attori e cantanti di chiara fama nazionale ed internazionale, lasciando un segno vivo nel panorama cinematografico e musicale italiano, senza mai desistere anche in un periodo così difficile ed arduo come l’attuale.”

Firmato Augusto Giordano, Getulio Baldazzi, P.Ezio Bergamo, Rita Tolomeo, Maurizio Pallottí, Domenico Di Lella, Maria Fichera, Gianni Farina, Rita Pietrantoni, Paola Pietrantoni, Domenico Gilio.

Il premio sarà conferito il 13 giugno 2010 alle ore 16 al teatro S. Luca, in via Lorenzo da' Ceri 136 - Roma.

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!
Finalmente nelle librerie "L&H:2 Teste senza cervello", libro e Dvd con la summa delle puntate migliori e, udite udite, dialoghi ANCHE IN ORIGINALE . Lo abbiamo presentato da MelBookStore il 30 giugno 09. C'era Italo Moscati, persona di straordinaria cultura e spessore umano. Con quella di Giancarlo le due 'memorie' si intersecavano a meraviglia! Due teste con parecchio cervello...SE TI INTERESSA COMPRARLO, CLICCA SULL'IMMAGINE!

Al Parco di S. Sebastiano

Al Parco di S. Sebastiano
Con Guido De Maria e Giancarlo Governi, i padri di SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!
Talk Show con Giancalo e Guido al "Roma Vintage Festival", 16 giugno 2009 dedicato allo storico programma Rai

Celebriamo Gabriella Ferri

Celebriamo Gabriella Ferri
Con Giancarlo

...e Rino Gaetano

...e Rino Gaetano
Con Giancarlo

...ancora Rino

...ancora Rino

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo
In omaggio a Rino, quella sera ho cantato "I love you Maryanna", primo disco di Rino, prodotto da me e da Antonello Venditti nel 1973. Con Rino feci un tour nel 1979. Alla batteria c'era Massimo Buzzi, alle chitarre Nanni Civitenga e Rino e io al basso. Il 'road manager' era Franco Pontecorvi che oggi vive come me sui Castelli Romani e vende occhiali.

Serata Supergulp

Serata Supergulp
Venerdì 17 luglio '09 al Parco S. Sebastiano (Caracalla) all'interno di Roma Vintage, verrà ripetuta la serata dedicata alla genesi del mitico programma televivivo. Parteciperanno Giancarlo Governi, Guido De Maria e Piero Montanari (me stesso...). Appassionati intervenite!

Un giovane promettente...

Un giovane promettente...
Luca, il giorno che si è vestito bene per il suo saggio di pianoforte. Sarà pur vero che "ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma ci saranno pure degli scarrafoni universalmente belli, o no?

Maggio 2008: un piacevole incontro

Maggio 2008: un piacevole  incontro
Dopo più di vent'anni ho rivisto l'amico Giorgio Ariani, grande attore e voce ufficiale Italiana di Oliver Hardy (Ollio). Nel 1985 realizzammo la sigla di "2 Teste senza cervello" e Giorgio, con Enzo Garinei (Stanlio) doppiò una marea di film della coppia per i quali realizzai le musiche.

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"
A Capalbio (Gr.) c'è un posto magico da visitare, con opere d'arte tra ulivi e macchia mediterranea, opera dell'architetta Niky De St. Phalle che ha realizzato in 20 anni un percorso di magnifiche statue ispirate ai Tarocchi, le magiche carte che predicono il futuro...Dato il suo nome, è meta di "sole" e personaggi cosiddetti " taroccati". Wanna Marchi e sua figlia sono state spesso viste aggirarsi tra le magnifiche statue!

Diana Nemi 2007/2008

Diana Nemi 2007/2008
Da sx alto: Samuele, Emanuele, Federico R., Lorenzo, Matteo, Edoardo, il Mister Eugenio Elisei. Sotto:Simone, Luca, Daniele, Valerio, Riccardo, Federico C.

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini
Col mio "idolo" calcistico di ieri

Luca e Francesco Totti

Luca e Francesco Totti
Col suo "idolo" calcistico di oggi

Luca Montanari

Luca Montanari
Il calciatore. Questa stagione, la prima di campionato con i pulcini della "Diana Nemi", è capocannoniere. Ha messo a segno ben 43 reti e tutte senza rigori, ma ventidue su calci piazzati!

Luca Montanari

Luca Montanari
Nel momento della premiazione

Daniele Serafini

Daniele Serafini
La premiazione

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07
Da sx della foto: Samuele, Matteo, Riccardo,Federico, Wulnet, Carlo, Luca, Daniele. Seduto con il pallone, una vera pestilenza, Federico Rosselli. Dobbiamo dire grazie alla pazienza infinita del Mister Eugenio Elisei, che più volte ha pensato di mollare la squadra e dedicarsi alle missioni in Angola - E' meno faticoso - mi ha detto, disperato, alla fine di un allenamento.

Allenamenti anno 2007-2008

Allenamenti anno 2007-2008
Il mio secondo figlio unico...

Matteo Montanari

Matteo Montanari
Il mio primo figlio unico...

Ado e Sania Montanari

Ado e Sania Montanari
The Peter's Sisters

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952
Memmo Montanari (primo a dx nella foto) con i suoi tifosi in una trasferta della Roma. La foto è stata scattata al ritorno da Verona il 22 giugno 1951. Solo dopo quella partita la Roma ebbe la certezza di tornare in serie A

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.
Mio padre, che si diceva fosse danaroso, quando morì era povero. Qualcuno nel nostro quartiere Celio racconta ancora che comprava i giocatori alla Roma...

Mio padre al centro dei vip della Roma

Mio padre al centro dei vip della Roma
Ricordo questa foto da sempre. Quella che avevamo in casa aveva un ritocco fatto a mano da non so chi (forse mio padre stesso). Il "pittore" aveva dipinto a tutti pantaloncini da calcio e gambe nude! In quel periodo glorioso nasce il giornale "Il Giallorosso" che contribuì attivamente alla ricostruzione della Roma. Fu fondato da mio padre, Angelo Meschini (capi storici di allora del tifo romanista) e dai fratelli Mario e Peppino Catena (soci della Roma) con la collaborazione dell'avvocato Alberto Saccà, con cui mio padre, nei miei ricordi da piccolo, aveva rapporti conflittuali.

Il Giallorosso

Il Giallorosso
Testata del giornale dei tifosi della Roma fondato da mio padre nel 1952. Ero piccolino e ricordo quel giorno che mi fece vedere le bozze...ricordo la finestra della mia camera sulla Piazza, al civico 4, ed il Colosseo davanti.

Pop & Jazz History

Pop & Jazz History
Sonorizzazione

1970 Pop Maniacs

1970 Pop Maniacs
Qui ci sono anche le musiche di Spyderman e i Fantastici Quattro che feci nel 1977 per Supergulp!

Il Pianeta Totò

Il Pianeta Totò
Fotogramma della sigla di Mario Sasso per la prima trasmissione di Rai 2 sul grande attore. Gli occhi di Totò si muovevano a tempo con una mia tarantella che si trasformava via via in rock sulle note di Malafemmena.

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Logo originale della trasmissione

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Un fotogramma della sigla di "Due teste senza cervello". Ci lavorò a lungo il videoartista Mario Sasso, alla SBP di Roma, con Virginia Arati che dipingeva elettronicamente 'frame by frame', con un computer costosissimo della Quantel che si chiamava appunto Paintbox. Credo che questa sigla sia stata la prima in Tv ad essere realizzata con questa straordinaria tecnica.

Il mio recording studio

Il mio recording studio
La regia

studio

studio
La sala di ripresa

studio

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la regia

studio

studio
La regia

Il ritorno di Ribot 1991

Il ritorno di Ribot 1991
Uno sceneggiato interpretato dal grande cantante e attore franco-armeno Charles Aznavour e Delia Boccardo, diretto da Pino Passalacqua per Rai1 e Antenne2 con la colonna sonora composta da me.

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1
Alessandra Martinez, protagonista del film in due puntate con la mia colonna sonora.

Le Gorille

Le Gorille
Serie TV franco anglo italiana che riprende dei film del 1957-58 con Lino Ventura. Il personaggio è Geo Paquet, agente segreto francese, Di questa serie ho musicato 2 episodi, per la regia di Maurizio Lucidi e Duccio Tessari

Top model

Top model
Film con D'Amato

Top model

Top model
Stesso film uscito in Grecia

Top girl

Top girl
Film sequel di D'Amato. Beh, dopo tutte ste top, non poteva mancare la girl!

High finance woman

High finance woman
Altro film di D'Amato con le mie musiche