
Fo pubblicizza il suo nuovo libro su Lucrezia Borgia "La figlia del Papa" e fin qui nulla da eccepire, però pensiamo che dovrebbe licenziare il suo ufficio stampa e scegliersi da solo le trasmissioni giuste, ammesso che non sia proprio lui a cercarsele, perchè crediamo che rischi, oltre al chissenefrega generale, anche un po' di ridicolo.
Il grandissimo personaggio teatrale che è stato non si discute, come non si discute l'autore di Mistero Buffo o Johan Padan, che sono pietre miliari della Commedia dell'Arte, opere che negli anni dell'impegno politico di Fo, hanno rappresentato una denuncia contro religione, luoghi comuni e società politica di quel periodo storico, all'insegna del più straordinario dei castigat ridendo mores.
Ora, il fatto che Dario Fo vada dappertutto a presentare il suo libro e non scelga contesti più consoni a trattare questi argomenti o ad accogliere come si conviene una personalità come la sua, proprio non si riesce a capire. Come non si riesce a capire la sua virata politica e l'appoggio ormai dichiarato a Grillo e al M5s, ora, in vecchiaia, dopo tutta una vita spesa, e spesso pagata a caro prezzo sia da lui che da Franca, nelle battaglie sociali e politiche, e nella coerenza di un percorso limpido.
Cos'è successo a Fo? Mi vergognerei di dire che tutto questo lo si debba attribuire alla decadenza dell'età che incombe e al conseguente rimbecillimento. Non lo diciamo, per il rispetto che abbiamo per il Maestro e per la sua testa che sembra essere ancora gagliarda. Ma allora?
Non possiamo permetterci e non vogliamo perderci per strada Maitre à penser della sua portata, quindi gli chiediamo, molto umilmente, di tornare presto tra noi.