L'AUTORE

lunedì 28 marzo 2016

Paul Mc Cartney vuole riappropriarsi dei diritti delle canzoni dei Beatles

Culture

Paul McCartney va all'attacco delle sue canzoni

Paul McCartney, ha dato mandato ai suoi avvocati di avviare un'azione legale negli Usa per riappropriarsi dei diritti delle canzoni dei Beatles. [Piero Montanari]

PIERO MONTANARI
giovedì 24 marzo 2016 10:27

Paul McCartney

Paul McCartney
Mentre il 13 aprile il 74enne sir Paul McCartney, l'ex Beatle più prolifico, si prepara a partire con un nuovo tour mondiale, ha dato mandato al suo studio di avvocati per avviare un'azione legale negli Stati Uniti al fine di riappropriarsi dei diritti delle canzoni dei Fab Four, da decenni fuori dal controllo del suo storico gruppo.

I Beatles, giovani e ubriacati dal successo senza limiti di quel periodo, cedettero alla fine dei '60 il 50% dei diritti alla britannica Associated Television Corporation (ATV), che a sua volta - nel 1985 - li rivendette a Michael Jackson che se li aggiudicò ad un'asta da capogiro per 41,5 milioni di dollari, battendo proprio Sir Paul.

Ma ecco, pochi giorni fa, uscire allo scoperto Sony, la casa discografica di Michael Jackson, che vuole controllare l'intero pacchetto delle canzoni degli ex scarafaggi, e sottoscrive un accordo con gli amministratori dei beni del cantante per comprare il 50% della Sony/Atv Music Publishing (ecco che torna la vecchia ATV) che controlla i diritti di oltre 3 milioni di canzoni, compreso il catalogo della Motown e i brani dei Beatles.

Un affare da 750 milioni di dollari che vede il colosso mondiale assestare un colpo magistrale alla discografia anche in prospettive future, con l'accaparramento dei cataloghi più importanti della storia della musica pop. Ma Sir Paul non ci sta.

Forse addolorato per la morte del suo straordinario producer e mentore George Martin, o forse ancora amareggiato per aver perso l'asta nel 1985 contro Jackson, ecco che Sir Paul parte all'attacco, avvalendosi di una legge americana del 1976, il "copyright act", che consente agli autori dopo 56 anni dalla prima pubblicazione, di richiedere i diritti esclusivi sulle loro opere.

Il catalogo sarà disponibile quindi tra due anni, nel 2018, e forse, almeno negli Usa, Paul McCartney potrà finalmente tornare in possesso dei diritti dei suoi brani e di quelli degli altri Beatles, cosa che mi sembra buona e giusta, considerando lo straordinario sfruttamento e arricchimento dei discografici in tutti questi anni col lavoro e la creatività di questi grandi artisti.

Forza Paul!

sabato 12 marzo 2016

Keith Emerson morto suicida a Santa Monica

Ci mancherà Keith Emerson, il più grande tastierista del mondo

Tra gli anni '60 e '70 è stato uno dei massimi interpreti del progressive rock, fusione dei generi più diversi tra cui rock and roll, classica, jazz e world music. [Piero Montanari]


PIERO MONTANARI
sabato 12 marzo 2016 10:49

Keith Emerson

Keith Emerson
di Piero Montanari
Keith aveva compiuto 71 anni il 2 novembre e le sue mani, che correvano velocissime sulle tastiere, da un po' di anni gli davano problemi, le articolazioni non erano più così fluide, le dita gli si inceppavano ogni tanto mentre suonava, facendogli mancare qualche nota di quel flusso costante e musicalmente magniloquente che riusciva a generare con la sua teoria di keyboards della quale si circondava ai concerti.

Non era più come quando, da ragazzo dello Yorkshire, ascoltando i grandi pianisti jazz e studiando la classica, iniziava a creare un genere che, fondendo virtuosismo tecnico e repertorio classico, jazz e rock, prese il nome di "progressive music" un'invenzione giornalistica che cercava in qualche modo di significare quella valanga di note che fluivano potenti dalle dita di questo biondo ragazzino inglese.

Ed ecco l'esigenza di formare una band che potesse in qualche modo condividere e portare in giro per il mondo questa meravigliosa mistura di generi musicali che Keith aveva così abilmente messo insieme. Nascono i Nice, basso batteria e tastiere e che tastiere! Keith si avvale dei primi sintetizzatori, il famoso Moog, difficile da accordare perchè si stonava continuamente. Il successo dei Nice arriva folgorante a cavallo dei '70 con gli album Ars Longa, Vita Brevis ed Elegy , ma l'ingresso nella Storia per Keith avverrà tre anni più tardi, quando fondò, con il bassista e cantante dei King Crimson Greg Lake e il batterista degli Atomic Rooster Carl Palmer, il supergruppo che adottò semplicemente i cognomi dei tre ed un acronimo poi divenuto storico, gli E.L.P.

I tre divennero i numeri uno del rock degli anni '70 con l'album omonimo che già faceva già intravedere la magia della loro musica, ma è con il secondo Lp, Tarkus, che i suoni diventano stellari ed assistiamo all'apparizione del Moog, che Keith si fece costruire dall' ingegnere elettronico americano Robert Moog, una vera epifania sonora che avrebbe condizionato tutta la musica a venire.

Emerson Lake and Palmer furono innovatori sia musicalmente che scenicamente, e noi di quell'epoca non avevamo mai ascoltato né suonare così, né mai visto tante tastiere attorno ad un uomo, tanti pezzi di batteria circondarne un altro, coltellate all'organo Hammond che Keith vibrava per scena, e un mostro di cartapesta che arrivava sul palco tra fuochi, fumi e e sonorità pazzesche. Un delirio musicale dove però la musica era la regina indiscussa della qualità.

I tre registrano otto album uno più bello dell'altro, dove dentro c'è anche Modest Mussorgsky con i suoi Quadri ad un'esposizione, a significare come generi musicali diversi potessero interagire tra loro semplicemente e trovare nuova linfa, ma questo solo grazie al genio alchimista di Keith Emerson.

Le cose belle però finiscono, per far posto, in questo caso, ad altre cose belle che però non gli faranno più bissare il grande successo degli E.L.P. Il gruppo si scioglie dopo otto dischi e Keith inizia una sua carriera solista. Nel 1980 firma la bellissima colonna sonora di Inferno di Dario Argernto e poi quel fantastico brano di Mead Lux "Honky Tonky Train Blues" che diventa, sotto le magiche dita di Keith, la sigla di una vecchia e bella trasmissione televisiva di Brando Giordani, Odeon, e consacra la fama del tastierista al grande pubblico televisivo italiano.

Nulla tornò più come ai tempi di Emerson, Lake & Palmer, ma il pianista di Tomorden continuò la sua carriera con la consapevolezza di una qualità che tutto il mondo gli ha sempre riconosciuto, quella di essere stato il musicista che più ha reso popolari le tastiere, e colui che ha contribuito con più forza alla nascita del rock progressivo, genere musicale amatissimo anche dalle nuove generazioni.

Viveva a Santa Monica, in California e stava partendo per un nuovo tour in Giappone, quando è stato ritrovato cadavere dalla sua compagna. Le agenzie parlano di suicidio e sinceramente non immaginiamo i motivi di questo gesto, se non pensare che le sue dita, straordinario medium per suonare la sua straordinaria musica, non funzionavano più bene, e questo "il più grande tastierista del mondo" forse non lo ha potuto accettare.



giovedì 10 marzo 2016

Real Madrid - Roma 2016 ritorno al Bernabeu

Gli audaci della Roma mancano l'impresa

La storia di Real Madrid-Roma è nelle occasioni mancate e nei gol sbagliati: l'impresa era difficile, ma non impossibile. [Piero Montanari]

PIERO MONTANARI
mercoledì 9 marzo 2016 12:05



di Piero Montanari

Finisce due a zero per il Real contro la Roma nella partita di ritorno valevole per il prosieguo in Champions, in una serata di spettacolo calcistico al Bernabeu, dove gol mancati, coraggio e rimpianti costituiscono le parole chiave della partita.

La Roma è arrivata a giocare nella capitale spagnola con un pesante zainetto di due gol presi in casa, quindi ribaltare il risultato in uno dei sancta sanctorum del calcio mondiale avrebbe costituito un'impresa di grande difficoltà che poche volte è riuscita ai giallorossi, come la storica semifinale di Champions del 1984 contro il Dundee, nella quale ribaltò il due a zero dell'andata e si aprì le porte per la finale. Sapevamo tutti che contro il Real di Ronaldo sarebbe stato difficile.

E difficile è stato, e lo sapevano Spalletti & Co. che hanno trovato davanti una squadra accorta e coperta, mentre il tecnico di Certaldo ha pensato di osare in attacco, schierando Salah, Perotti e El Shaarawy alle spalle di Dzeko con due soli mediani.

Sappiamo bene che i "se e i ma" nel calcio contano meno di zero, e quello che conta è buttare la palla nella rete avversaria. Per tre volte i giallorossi si sono trovati da soli a tu per tu con Navas e hanno addirittura mancato lo specchio della porta, una volta Dzeko, due volte Salah ma con i loro piedi deboli, a parziale risarcimento del dolore dato ai tifosi.

La storia di Real Madrid - Roma è tutta qui, nelle occasioni mancate, nei gol sbagliati (ricordiamo anche un palo di Perotti ma si era già alla fine e sul 2 a 0 per loro), nelle situazioni difficilmente ripetibili, anche se la difesa dei blancos non sembrava così imperforabile. I due gol di Cristiano Ronaldo e James Rodriguez poi chiudono il conto, e tutti a casa, tra rimpianti e opportunità mancate, con un bottino al passivo - tra andata e ritorno - di 4 a 0 per il Madrid che conforta se non altro per le buone prestazioni della Roma.

Da rimarcare ancora due cose: Spalletti che fa entrare Totti su risultato irribaltabile, e gli regala quella che probabilmente sarà la sua ultima apparizione nelle Coppe Europee, con tutto il Santiago Bernabeu in piedi a tributare al capitano giallorosso quello che mestamente ha l'aria di essere un ultimo applauso. La seconda cosa è stata la conferenza stampa di Spalletti, che ha praticamente detto di non crogiolarsi su una eccellente prestazione e che il calcio è solo questo: loro hanno vinto in totale 4 a 0, pesa, incarta e porta a casa. Dice un assunto che medico pietoso fa la piaga purulenta e Spalletti sembra proprio essere il medico giusto per questa Roma.

mercoledì 2 marzo 2016

Utero in affitto: in Italia ancora pregiudizi e moralismi

Utero in affitto: in Italia ancora pregiudizi e moralismi

Piero Montanari ci dice la sua sull'argomento: vantiamo civilizzazione e pensieri illuministi ma abbiamo ancora pregiudizi verso gli omosessuali

PIERO MONTANARI
martedì 1 marzo 2016 15:52


di Piero Montanari

L'utero "in affitto" non mi piace proprio come idea e l'ho espresso più volte ma andrei cauto a stigmatizzare chi comunque - anche se con modalità non condivisibili - fa nascere una creatura che di certo amerà e accudirà, al contrario di madri o padri che maltrattano, vilipendono, picchiano, inducono al furto, alla prostituzione, allontanano, disamorano, anaffettivi genitori di merda, figli colpevoli di essere nati solo nella famiglia sbagliata. La pratica è errata ma molte coppie eterosessuali che non possono avere figli la adottano...

Vi siete chiesti dentro, ma proprio dentro, se il vostro disappunto non nasca dal fatto che Vendola e partner siano omosessuali? Vantiamo civilizzazione e pensieri illuministi ma siamo ancora carichi di pregiudizi e moralismi. Pensiamo anche a questo povero piccolo Tobia Antonio, che nasce già con un spada sulla testa pronta a trafiggerlo.

Veronesi suggerisce anche di vedere questa cosa delicatissima con gli occhi di un bambino che, se non fosse stato per questo, non sarebbe mai nato.

martedì 1 marzo 2016

UTERO IN AFFITTO, ARGOMENTO SPINOSO


L'argomento è molto delicato, volevo non parlarne ma, dopo aver letto tanto, troppo astio intorno a questa cosa, mi preme rispondere. 

L'utero "in affitto" non mi piace proprio come idea e l'ho espresso più volte ma andrei cauto a stigmatizzare chi comunque - anche se con modalità non condivisibili - fa nascere una creatura che di certo amerà e accudirà, al contrario di madri o padri che maltrattano, vilipendono, picchiano, inducono al furto, alla prostituzione, allontanano, disamorano, anaffettivi genitori di merda, figli colpevoli di essere nati solo nella famiglia sbagliata. La pratica è errata ma molte coppie eterosessuali che non possono avere figli la adottano... 
Vi siete chiesti dentro, ma proprio dentro, se il vostro disappunto non nasca dal fatto che Vendola e partner siano omosessuali? Vantiamo civilizzazione e pensieri illuministi ma siamo ancora carichi di pregiudizi e moralismi. 
Pensiamo anche a questo povero piccolo Tobia Antonio, che nasce già con un spada sulla testa pronta a trafiggerlo. 
Veronesi suggerisce anche di vedere questa cosa delicatissima con gli occhi di un bambino che, se non fosse stato per questo, non sarebbe mai nato.

domenica 21 febbraio 2016

Quale nesso tra Totti e Umberto Eco?

Fenomenologia di Francesco Totti: cosa direbbe Umberto Eco.



PIERO MONTANARI
domenica 21 febbraio 2016 16:48

Fenomenologia di Francesco Totti: cosa direbbe Umberto Eco

Fenomenologia di Francesco Totti: cosa direbbe Umberto Eco

di Piero Montanari

Tra le idiosincrasie manifestate da Umberto Eco nel corso della sua straordinaria vita, c'era di sicuro il mondo dei social networks. E' rimasta storica la sua sortita in occasione del conferimento della laurea honoris causa in "Comunicazione e Cultura dei media" a Torino, a giugno dello scorso anno, dove disse: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli". E ancora: "La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità".

Ma il grande semiologo aveva parole dure anche per i tifosi e il mondo del calcio, sport che lui comunque guardava con grande interesse e, sembrerebbe, non solo da studioso dei segnali umani. Sosteneva che chi guardava il calcio (ma lo guardava anche lui) è un "depravato sessuale" e che "segnare un gol è come far sesso, e che "perfino il marchese De Sade, di fronte a tanta depravazione farebbe la figura di "un bambino innocente". Diceva che i tifosi sono tutti voyeristi e che "in alcune occasioni può anche essere interessante guardare gli altri che fanno l'amore, ma si converrà che è sicuramente meglio farlo piuttosto che stare lì ad osservare".

Siamo certi che sul suo Diario Minimo, il celebre saggio scritto nel 1961, contenente l'ancor più celebre saggio "Fenomenologia di Mike Bongiorno" sul famoso presentatore televisivo, avrebbe trovato posto anche una "Fenomenologia di Francesco Totti", magari con un sottotitolo del tipo "I sentimenti calpestati del Campione tradito" o qualcosa di simile.

Sarebbe curioso e di certo non fuori luogo immaginare cosa avrebbe detto il grande Umberto Eco su una vicenda come quella che sta accadendo al giocatore della Roma e al suo allenatore Spalletti, protagonisti di una storia "minima", ma di certo non meno interessante dal punto di vista di un semiologo, una storia che sta monopolizzando il mondo dei media, e non solo per il suo significato meramente sportivo.

Da una parte l'allenatore Luciano Spalletti, con incarichi da plenipotenziario della Roma che deve rimettere in sesto le sorti disastrate della squadra, ereditando i danni lasciati da Garcia, dall'altra il grande campione simbolo 'semantico' della Roma e suo più grande calciatore di tutti i tempi, che si sente "messo da parte e non più considerato come calciatore e come uomo", come ha affermato nell'ormai famosa intervista-scandalo rilasciata a Donatella Scarnati, e non ancora comprensibilmente incline ad accettare la sua parabola discendente.


Tutti noi saremmo illuminati dalle parole di Eco, maestro nel cogliere l'aspetto del fenomeno sociologico di questa storia tra Totti e Spalletti, che sarebbe un errore derubricare ad una semplice 'querelle' tra un grande calciatore al tramonto e il suo imbarazzato allenatore.

sabato 13 febbraio 2016

Sanremo 2016

Culture

Sanremo contro il campionato di calcio: chi la spunterà?

Tra anticipi e la supersfida Juventus - Napoli proprio nella serata finale del Festival, ci penserà il calcio a dare il colpo di grazia a Sanremo? [Piero Montanari]

PIERO MONTANARI
mercoledì 10 febbraio 2016 11:22


di Piero Montanari 


Mentre ascoltavo in macchina, tornando da una cena con amici e lontano dal televisore, la bella performance di Sir Elton John, dicevo a me stesso che quest'anno il mio sguardo verso il Festival di Sanremo sarà ampiamente distratto, vuoi per l'insopportabilità elevata alla 66a potenza (ricavata dagli anni della manifestazione) nel dover assistere alla celebrazione di un sancta sanctorum che non rappresenta più - se mai lo ha fatto - la musica italiana, vuoi perchè stavolta, come contro programmazione, la fortuna ha voluto che ci mettesse lo zampino il campionato di calcio, con l'anticipo di Lazio - Verona giovedì sera, Carpi - Roma venerdì e la supersfida Juventus - Napoli proprio nella serata finale del Festival: roba da far cadere gli ascolti di alcuni milioni, con inevitabili crisi isteriche e fumo dalle orecchie del direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, Carlo Conti e compagnia cantante (stavolta la compagnia canta davvero...).

Ci ripetiamo stancamente, e da anni ormai: Sanremo, dal velleitario desiderio di voler essere il dispensatore dell'eccellenza della musica leggera, è solo un Gran Bazar, dove viene mostrato il meglio e il peggio del paese, tra canzoni diventate ormai inutile corollario ad una manifestazione che tutto è meno che musica, ma solo la celebrazione di uno degli ultimi fuochi della tv generalista. Al solito, non importa chi vinca ma l'importante è esserci. Pensiamo sempre che tutto questo lunghissimo, autoreferenziale spettacolo, in tre serate sarebbe meglio, anche se Rai, nella speranza sempre viva di fare ascolti alti, non ci pensa per niente di ridurlo. Quest'anno ci penserà il calcio di Sky, che potrebbe dare il colpo di grazia a Sanremo: vediamo chi la spunta.

Ed eccoli gli ascolti della prima serata: Sanremo 2016 ha registrato una media ponderata di 11.135.000 telespettatori, share del 49,5%. Nel dettaglio la prima parte (dalle 21.12 alle 23.56) ha registrato una media di 12.516.000 spettatori (share 49.15%), e nella seconda, dalla mezzanotte alle 00.45 circa, 5.903.000 spettatori (52,18%)

La seconda serata: nella prima parte Sanremo ha ottenuto 12 milioni 390 mila spettatori con il 49.19%, nella seconda 6 milioni 325 mila con il 53.89%. Un anno fa gli spettatori erano stati 11 milioni 13 mila con il 40.64% nella prima, 6 milioni 519 mila con il 50.01% .

Premio alla Cultura

PREMI SPECIALI

A BENEMERITI DELLA CULTURA

(Trofeo di Cristallo e Medaglia d’oro del Presidente dell’Ass. Cult. “P. Raffaele Melis O.M.V.”)

Musicista Regista Maestro PIERO MONTANARI
Roma

Premio “Francesco Di Lella”

“Per avere contribuito con la musica e la regia all’evoluzione ed all’affermazione di attori e cantanti di chiara fama nazionale ed internazionale, lasciando un segno vivo nel panorama cinematografico e musicale italiano, senza mai desistere anche in un periodo così difficile ed arduo come l’attuale.”

Firmato Augusto Giordano, Getulio Baldazzi, P.Ezio Bergamo, Rita Tolomeo, Maurizio Pallottí, Domenico Di Lella, Maria Fichera, Gianni Farina, Rita Pietrantoni, Paola Pietrantoni, Domenico Gilio.

Il premio sarà conferito il 13 giugno 2010 alle ore 16 al teatro S. Luca, in via Lorenzo da' Ceri 136 - Roma.

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!
Finalmente nelle librerie "L&H:2 Teste senza cervello", libro e Dvd con la summa delle puntate migliori e, udite udite, dialoghi ANCHE IN ORIGINALE . Lo abbiamo presentato da MelBookStore il 30 giugno 09. C'era Italo Moscati, persona di straordinaria cultura e spessore umano. Con quella di Giancarlo le due 'memorie' si intersecavano a meraviglia! Due teste con parecchio cervello...SE TI INTERESSA COMPRARLO, CLICCA SULL'IMMAGINE!

Al Parco di S. Sebastiano

Al Parco di S. Sebastiano
Con Guido De Maria e Giancarlo Governi, i padri di SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!
Talk Show con Giancalo e Guido al "Roma Vintage Festival", 16 giugno 2009 dedicato allo storico programma Rai

Celebriamo Gabriella Ferri

Celebriamo Gabriella Ferri
Con Giancarlo

...e Rino Gaetano

...e Rino Gaetano
Con Giancarlo

...ancora Rino

...ancora Rino

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo
In omaggio a Rino, quella sera ho cantato "I love you Maryanna", primo disco di Rino, prodotto da me e da Antonello Venditti nel 1973. Con Rino feci un tour nel 1979. Alla batteria c'era Massimo Buzzi, alle chitarre Nanni Civitenga e Rino e io al basso. Il 'road manager' era Franco Pontecorvi che oggi vive come me sui Castelli Romani e vende occhiali.

Serata Supergulp

Serata Supergulp
Venerdì 17 luglio '09 al Parco S. Sebastiano (Caracalla) all'interno di Roma Vintage, verrà ripetuta la serata dedicata alla genesi del mitico programma televivivo. Parteciperanno Giancarlo Governi, Guido De Maria e Piero Montanari (me stesso...). Appassionati intervenite!

Un giovane promettente...

Un giovane promettente...
Luca, il giorno che si è vestito bene per il suo saggio di pianoforte. Sarà pur vero che "ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma ci saranno pure degli scarrafoni universalmente belli, o no?

Maggio 2008: un piacevole incontro

Maggio 2008: un piacevole  incontro
Dopo più di vent'anni ho rivisto l'amico Giorgio Ariani, grande attore e voce ufficiale Italiana di Oliver Hardy (Ollio). Nel 1985 realizzammo la sigla di "2 Teste senza cervello" e Giorgio, con Enzo Garinei (Stanlio) doppiò una marea di film della coppia per i quali realizzai le musiche.

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"
A Capalbio (Gr.) c'è un posto magico da visitare, con opere d'arte tra ulivi e macchia mediterranea, opera dell'architetta Niky De St. Phalle che ha realizzato in 20 anni un percorso di magnifiche statue ispirate ai Tarocchi, le magiche carte che predicono il futuro...Dato il suo nome, è meta di "sole" e personaggi cosiddetti " taroccati". Wanna Marchi e sua figlia sono state spesso viste aggirarsi tra le magnifiche statue!

Diana Nemi 2007/2008

Diana Nemi 2007/2008
Da sx alto: Samuele, Emanuele, Federico R., Lorenzo, Matteo, Edoardo, il Mister Eugenio Elisei. Sotto:Simone, Luca, Daniele, Valerio, Riccardo, Federico C.

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini
Col mio "idolo" calcistico di ieri

Luca e Francesco Totti

Luca e Francesco Totti
Col suo "idolo" calcistico di oggi

Luca Montanari

Luca Montanari
Il calciatore. Questa stagione, la prima di campionato con i pulcini della "Diana Nemi", è capocannoniere. Ha messo a segno ben 43 reti e tutte senza rigori, ma ventidue su calci piazzati!

Luca Montanari

Luca Montanari
Nel momento della premiazione

Daniele Serafini

Daniele Serafini
La premiazione

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07
Da sx della foto: Samuele, Matteo, Riccardo,Federico, Wulnet, Carlo, Luca, Daniele. Seduto con il pallone, una vera pestilenza, Federico Rosselli. Dobbiamo dire grazie alla pazienza infinita del Mister Eugenio Elisei, che più volte ha pensato di mollare la squadra e dedicarsi alle missioni in Angola - E' meno faticoso - mi ha detto, disperato, alla fine di un allenamento.

Allenamenti anno 2007-2008

Allenamenti anno 2007-2008
Il mio secondo figlio unico...

Matteo Montanari

Matteo Montanari
Il mio primo figlio unico...

Ado e Sania Montanari

Ado e Sania Montanari
The Peter's Sisters

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952
Memmo Montanari (primo a dx nella foto) con i suoi tifosi in una trasferta della Roma. La foto è stata scattata al ritorno da Verona il 22 giugno 1951. Solo dopo quella partita la Roma ebbe la certezza di tornare in serie A

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.
Mio padre, che si diceva fosse danaroso, quando morì era povero. Qualcuno nel nostro quartiere Celio racconta ancora che comprava i giocatori alla Roma...

Mio padre al centro dei vip della Roma

Mio padre al centro dei vip della Roma
Ricordo questa foto da sempre. Quella che avevamo in casa aveva un ritocco fatto a mano da non so chi (forse mio padre stesso). Il "pittore" aveva dipinto a tutti pantaloncini da calcio e gambe nude! In quel periodo glorioso nasce il giornale "Il Giallorosso" che contribuì attivamente alla ricostruzione della Roma. Fu fondato da mio padre, Angelo Meschini (capi storici di allora del tifo romanista) e dai fratelli Mario e Peppino Catena (soci della Roma) con la collaborazione dell'avvocato Alberto Saccà, con cui mio padre, nei miei ricordi da piccolo, aveva rapporti conflittuali.

Il Giallorosso

Il Giallorosso
Testata del giornale dei tifosi della Roma fondato da mio padre nel 1952. Ero piccolino e ricordo quel giorno che mi fece vedere le bozze...ricordo la finestra della mia camera sulla Piazza, al civico 4, ed il Colosseo davanti.

Pop & Jazz History

Pop & Jazz History
Sonorizzazione

1970 Pop Maniacs

1970 Pop Maniacs
Qui ci sono anche le musiche di Spyderman e i Fantastici Quattro che feci nel 1977 per Supergulp!

Il Pianeta Totò

Il Pianeta Totò
Fotogramma della sigla di Mario Sasso per la prima trasmissione di Rai 2 sul grande attore. Gli occhi di Totò si muovevano a tempo con una mia tarantella che si trasformava via via in rock sulle note di Malafemmena.

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Logo originale della trasmissione

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Un fotogramma della sigla di "Due teste senza cervello". Ci lavorò a lungo il videoartista Mario Sasso, alla SBP di Roma, con Virginia Arati che dipingeva elettronicamente 'frame by frame', con un computer costosissimo della Quantel che si chiamava appunto Paintbox. Credo che questa sigla sia stata la prima in Tv ad essere realizzata con questa straordinaria tecnica.

Il mio recording studio

Il mio recording studio
La regia

studio

studio
La sala di ripresa

studio

studio
la regia

studio

studio
La regia

Il ritorno di Ribot 1991

Il ritorno di Ribot 1991
Uno sceneggiato interpretato dal grande cantante e attore franco-armeno Charles Aznavour e Delia Boccardo, diretto da Pino Passalacqua per Rai1 e Antenne2 con la colonna sonora composta da me.

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1
Alessandra Martinez, protagonista del film in due puntate con la mia colonna sonora.

Le Gorille

Le Gorille
Serie TV franco anglo italiana che riprende dei film del 1957-58 con Lino Ventura. Il personaggio è Geo Paquet, agente segreto francese, Di questa serie ho musicato 2 episodi, per la regia di Maurizio Lucidi e Duccio Tessari

Top model

Top model
Film con D'Amato

Top model

Top model
Stesso film uscito in Grecia

Top girl

Top girl
Film sequel di D'Amato. Beh, dopo tutte ste top, non poteva mancare la girl!

High finance woman

High finance woman
Altro film di D'Amato con le mie musiche