L'AUTORE

giovedì 29 marzo 2012

Serenata a Fede dalle pagine del Corriere











di Piero Montanari
 
Campeggia su tutte le notizie di cronaca, quella dell'esautorazone di Emilio Fede da Mediaset. Non nascondo un certo piacere sottile nell'apprendere che il prono, schierato, innamorato perso, fazioso, testardo, incrollabile, fedele, pornografico, incazzoso, maschilista, gambler, e un po' "sola" Fede sia stato mandato via dal Tg4, sostituito da Giovanni Toti, direttore responsabile di Studio aperto.

Emilio, il fido amante di Berlusconi, beccato - tra le tante - con la valigetta piena di milioni in svizzera, davanti alla banca, come il peggiore degli spalloni, a nascondere al fisco italiano i suoi risparmiucci. Proprio lui, che a ottant'anni suonati, si aspettava onori dal suo "Padrone", la direzione artistica di Mediaset ed altri incarichi di valore, tanto per passare tranquillamente divertendosi, la sua pensioncina dorata.

Proprio lui, dopo anni di cieca dedizione, spesso sfociata nel ridicolo più cabarettistico che giornalistico, nascondendo le notizie contro il suo Silvio e mostrando solo quelle buone, esempio del peggior giornalismo di bandiera, da raccontare ai nostri nipotini davanti al caminetto, come le cose che non si debbono fare nella vita, col ditino indice che fa "no".

Ebbene, a quest'uomo criticabile per questo e tutte le tante altre cose (conosco persone che hanno avuto con lui pessimi momenti al gioco d'azzardo.) Aldo Grasso, oggi sul Corriere della Sera, concede l'onore delle armi, come fosse un grande e rispettabile "nemico" che perde la sua guerra, e lo rispetta, elogiandolo come giornalista, riconoscendogli vari scoop o conduzioni storiche, come quella della notte fra il 16 e il 17 gennaio 1991, quando scoppiò la guerra del Golfo e, collegato con New York e con Silvia Kramar, diede per primo in tv la notizia dei bombardamenti di Bagdad.

O come quando, sotto la sua direzione, il Tg1 raccontò la tragedia della morte di Alfredino Rampi, a Vermicino, cambiando di fatto l'uso della televisione. Grasso, a questo discutibile giornalista dedica un apologo, stranamente, quando sappiamo bene quanto sia difficile avere una parola di conforto dal caustico Aldo, che sui suoi corsivi corrosivi nella sua rubrica "A fil di Rete" non risparmia bordate a nessuno.

Quindi, in questa ghiotta occasione che avrebbe potuto diventare paradigma della cattiveria del Grande Spauracchio, Grasso stavolta è gentile con Emilio Fede, gli concede le armi e lo saluta con affetto. Chi ci capisce è bravo: o è Bastian Contrario militante o semplicemente patologicamente schizofrenico.

giovedì 15 marzo 2012

Siae, la Serva Padrona



di Piero Montanari
 
Per primi abbiamo iniziato a raccontare, tre mesi fa su queste pagine, che la Siae, a cominciare dal 1 gennaio di quest'anno, ha tolto l'assegno di professionalità ai suoi soci sessantenni i quali, nel corso della loro carriera di Autori, avevano maturato il diritto di percepimento.Unitamente a questo piccolo emolumento di 600 euro mensili lordi, gli Autori percettori (ricordiamo, 1085, ed ora purtroppo 1081 dopo la morte di Fruttero, Bigazzi, Lucio Dalla e Lucia Mannucci dei Cetra) potevano usufruire di una piccola assicurazione-ricovero ospedaliero che forniva loro, a scalare, dei rimborsi per malattia. Niente di che, quindi, se rapportiamo la considerazione e il trattamento che gli Autori anziani hanno in altri paesi europei. Ma questo è un amaro discorso che conoscevamo.I Commissari della Siae - inviati dal governo perchè il suo C.d.A. non era in grado ultimamente di esercitare la normale governance - hanno pensato bene che per risollevare le sorti della Società, avrebbero dovuto (e poi fatto con grande solerzia) togliere la "pensioncina ai vecchietti", piuttosto che creare una gestione virtuosa e risparmiare, magari, su altre emorragie all'interno dell'Ente, come gli alti emolumenti o gli sprechi legati a malagestione. Non tutti però sanno che gli Autori italiani della Siae, dopo un primo momento di forte confusione e sofferenza (moltissimi di loro vivevano con questo piccolo assegno), si sono organizzati in un ricorso al T.A.R. al quale hanno aderito 200 tra i più importanti e significativi tra essi.
Paradosso n.1: la Siae, nata per tutelare gli Autori italiani, le loro Opere e distribuire i diritti maturati dagli stessi (quindi "Serva" a tutti gli effetti) e, come da Statuto, promuovere e dare impulso alla Cultura, come nella famosa opera di Pergolesi, "La Serva Padrona", diventa "Padrona" e si "appropria" momentaneamente dei beni che sono degli Autori per disporne a suo piacimento. Ricordiamo che oltre 92 milioni di euro sono fermi in attesa di conoscere chissà quale destinazione, come gli immobili di proprietà degli Autori, che sono molti e di pregio.
Ma il vaso di Pandora è ormai aperto, e i Mali del Mondo fuoriescono, ogni giorno si parla della Siae, di noi Autori, dei nostri soldi immobilizzati, dei commissari poliziotti (che non è un ossimoro) che tolgono la pensione ai vecchietti, e della piccola-grande rivolta in atto contro questa politica disastrosa e insultante che la Siae sta attuando in questo momento così drammatico contro il suo vero "Padrone", gli Autori Italiani, la sua ragion d'essere.
Paradosso n.2: dobbiamo farci valere - questo è certo - contro questi provvedimenti inconcepibili ma difendere allo stesso tempo strenuamente la Siae. Dagli attacchi di chi la vuole vedere disunita, smembrata, ingestibile ed incapace di difendere i diritti dei suoi Autori.
Ogni giorno proprio noi veniamo depredati della nostra opera dell'ingegno, per un cattivo luogo comune che sta passando come normalità: la creatività non si paga! Conoscete le regole del Web: nulla si paga più, tutto si "scarica": libri, musica, video, film, software, foto, giornali, tutto gratis, tutto per tutti. E chi scrive, gira, compone, pensa, progetta, agisce? Beh, sono problemi suoi, che vuole essere pure pagato col bel lavoro creativo che fa?
Il diritto d'autore è visto dalla maggior parte della gente, ma purtroppo anche dagli operatori dei vari settori dello spettacolo, come un insopportabile balzello!
Ecco perchè siamo stati messi dalla Siae in una posizione orribile e scomodissima: da una parte dobbiamo difendere contro questa Siae i nostri diritti calpestati, dall'altra siamo obbligati a difendere la Siae contro gli attacchi come questi, che vi assicuro sono continui.
Chi pagherà il lavoro degli Autori nel futuro, quando il loro fragile stipendio ricavato attraverso i diritti viene continuamente messo in discussione?
A questo dovrebbero pensare i vertici della Siae, non a penalizzare e mettere in difficoltà i suoi Autori!
Urlerò contro questo paradosso finchè avrò un'oncia di fiato.

domenica 12 febbraio 2012

L'improvvisa morte annunciata di Withney Houston

di Piero Montanari 

A 48 anni muore la grande cantante ed attrice Withney Houston. Il suo corpo è stato trovato senza vita sabato pomeriggio al Beverly Hilton di Beverly Hills, a Los Angeles. L'ufficio stampa della polizia di Beverly Hills ha detto di aver ricevuto alle 15.45 locali una chiamata d'urgenza dall'entourage della cantante e che, giunti all'hotel, gli agenti hanno trovato il corpo di Whitney a terra, già senza vita.
Secondo la Cnn è stato il suo compagno, il cantante Raj Jay, a dare l'allarme. La Houston si trovava a Beverly Hills per partecipare al party per la 54 esima edizione dei Grammy Awards, premio che in passato aveva vinto moltissime volte.

La cantante era da tempo sofferente di una grave forma di depressione, che cercava di combattere con droga e farmaci che non aveva mai smesso di prendere. Entrava ed usciva dagli ospedali per curarsi e negli ultimi anni la sua salute sembrava essere migliorata, tanto da tentare un rilancio, nel 2009, con il nuovo album "I look to you". Poi, nel 2010, una serie di concerti cancellati e un ricovero in ospedale a Parigi, durante il tour europeo, per tornare la scorsa primavera in terapia di disintossicazione.

Convertita all'Islam agli inizi di febbraio, pochi giorni prima di morire, aveva di recente finito di girare "Sparkle", film che racconta la storia di una cantante distrutta dalla droga e dalla gloria, il suo testamento.

Il tormento della grande artista veniva fuori tutto quando cantava. Dotata di una tecnica prodigiosa, ma anche di sensibilità straordinaria, con i suoi fantastici melismi e falsetti intonatissimi, è stata la cantante cui si sono riferite moltissime altre artiste nel mondo: dalla nostra Giorgia, a Mariah Carey, da Christina Aguilera, a Beyonce. Purtroppo Withney va ad arricchire la drammatica fila degli artisti maledetti ed autolesionisti, cui la vita ha regalato un talento infinito e l'incapacità di gestire i tormenti dell'anima.
Ho sempre pensato di lei che dio le avesse toccato la gola con il suo dito.

venerdì 3 febbraio 2012

Celentano, il furbo sciocco.



Polemiche per il compenso di Adriano
Polemiche per il compenso di Adriano

di Piero Montanari
Celentano, come peraltro viene raccontato su queste pagine, ha cercato di mettere a tacere i presunti moralisti per il favoloso compenso pattuito a Sanremo, pensando ad un beau geste che assomiglia, però, più ad un insulto alla povertà, male molto diffuso in questo momento nel Paese. Lui, Adriano, per sua stessa ammissione, è il Re degli Ignoranti. Però si vanta anche di essere molto, molto intelligente' e non ho timore di crederlo. Quindi, dico io, che la usasse la sua intelligenza!

Non ha capito che la devoluzione in beneficenza del suo compenso - mentre oltertutto molti artisti come lui soffrono per la fine ingiusta, voluta con un gesto proditorio, dell'assegno di professionalità della Siae - è una sciocca furbata (passatemi l'ossimoro) che incanta solo gli sprovveduti e le "casalinghe di Voghera" di cui l'Italia è ancora piena, ahinoi.

In questo modo si cerca di tacitare la coscienza di massa (ammesso che esista) per un emolumento che insulta la povertà due volte: la prima nel suo percepimento (350mila euro a sera sono davvero un eccesso, anche se c'è questa tanto sbandierata copertura pubblicitaria) poi nella sua devoluzione a famiglie bisognose, facendo diventare questa cosa una gara tra poveracci che se lo dovrebbero aggiudicare, con il 'placet' dei sindaci che dovrebbero scegliere chi "muore e chi vive" (pollice su, pollice verso).

Davvero un ignobile farsa della quale potevamo fare benissimo a meno!

giovedì 26 gennaio 2012

Siae: lettera ad un autore in disgrazia

di Piero Montanari

Fabio C. è uno scrittore di sessant'anni compiuti. Aveva pubblicato, lavorato e sperato in questo assegno di 600 euro della Siae per tutta la sua vita lavorativa. A giugno lo ha avuto, ma è durata fino a dicembre, una caramella e poi la bastonata sulla nuca. Ora il commissario della Siae Gian Luigi Rondi, i sub commissari e il dg Gaetano Blandini lo hanno tolto, con un colpo di mano, a lui e a tutti i 1.085 soci che avevano maturato questo diritto.

L'altro giorno, ad una riunione di noi autori e compositori l'ho visto quasi piangere: "Ora non ho più nulla di che vivere - mi ha detto - se non ripristinano il fondo!" Questa è per te e Fabio, e per tutti noi.

Caro Fabio,
raccolgo il tuo sfogo e capisco profondamente ciò che provi. Lo so che l'assegno questo mese (e forse anche i futuri, ma ci batteremo perchè non sia così) non appare sul nostro conto, quell'assegno che per molti di noi rappresenta un aiuto fattivo per campare, soprattutto in tempi così difficili (la "perversione" di questo atto della Siae è assoluta ed evidente: tolti i pochi soci ricchissimi, vanno a colpire un segmento che è composto da anziani, poveri, fuori dal mercato del lavoro, con nessuna prospettiva davanti, se non un lento ed inesorabile decalage, un fade-out verso le Grandi Praterie). Lasciano solo la miseria di 150 euro mensili solo ai poverissimi, e cioè chi non raggiunge il tetto di 8 mila euro annui: bella solidarietà a chi ha servito la Cultura del paese!
E so anche che ci sentiamo depredati di un diritto sul quale avevamo fatto conto per tutta la nostra esistenza lavorativa (per 10 anni, ogni anno, facevo domanda per diventare "socio Siae", e il giorno che l'hanno accolta, è stato uno dei miei giorni felici, non solo per la pensione ai 60 anni, ma soprattutto per un senso reale di appartenenza al popolo dei 'lavoratori della cultura'.)

Avevo raggiunto lo scopo che tutti noi abbiamo anelato, iniziando le nostre attività culturali: vivere con il frutto della nostra creatività, e questo, con la qualifica di Socio, ci veniva riconosciuto, anche con un piccolo ma, per i meno ricchi, grande emolumento, fatto di nostre dazioni, e una polizza che si prendeva cura della nostra salute (la salute di un autore è importante, sapete? Se sta bene crea, se sta male no, altro che luoghi comuni beceri, che raccontano di come sia importante la sofferenza come alimento per la creazione: una vera cazzata sesquipedale!)
Tieni duro, Fabio caro.

Esimio Commissario Gian Luigi Rondi, non si faccia influenzare, Lei è un uomo di cultura, l'ho ammirata per tutta la vita, Lei è uno di noi, un Autore, anche e meritevolmente più fortunato di tanti di noi. La preghiamo di tornare sui Suoi passi, ci restituisca il nostro piccolo, grande senso di appartenenza alla Siae ed al mondo di chi fa, vive e muore per la Cultura del Paese!

La Siae affama i vecchi autori: la vera storia


Rondi è il commissario straordinario della Siae
Rondi è il commissario straordinario della Siae

di Piero Montanari

Diamo conto su queste pagine di una pubblica assemblea voluta dall'Anart (associazione che raccoglie gli scrittori radiotelevisivi e di teatro) che si terrà martedì 24 gennaio alle 11:30 al Teatro Quirinetta di via Minghetti a Roma, dove verrà letto un appello al Presidente Napolitano, Monti e Ministro Ornaghi, per chiedere la sospensione dell'approvazione del nuovo regolamento del fondo fino a quando non verrà trovata una soluzione equa per gli autori, garantendo agli ex soci i diritti che hanno acquisiti per continuare a percepire l'assegno, e trovando ovviamente una soluzione anche per gli associati che hanno versato il 4 %.
Hanno aderito al nostro appello anche la Federazione Autori e l'Associazione (quella di Gino Paoli, Lucio Dalla ed altri).

Ricordiamo il precedente articolo sulla chiusura del Fondo di Solidarietà della Siae ai vecchi autori:
http://www.globalist.ch/Detail_News_Display?ID=6311&typeb=0&La-Siae-cancella-la-pensione-ai-vecchi-autori

Ecco come stanno i fatti: la questione della chiusura del Fondo di Solidarietà è esclusivamente politica. Gli Editori Musicali tutti versano il 2% dei loro incassi al Fondo che erogava i circa 600 euro mensili ai soci Siae che avevano maturato, nel corso della loro vita lavorativa, questo diritto.
Per capire meglio, Grandi Editori Musicali (Universal, Emi, Rca, Sony etc.) che in sede direttiva comandano a bacchetta nella Siae, essendo loro i potenti incassatori. Di fatto, quindi, hanno tutto l'interesse che il Fondo di Solidarietà scompaia, perchè: proviamo ad immaginare il 2% di molti milioni di euro a fondo perduto (la "solidarietà" viene purtroppo considerata così dalla maggior parte di essi) e senza avere concretamente nulla in cambio.

Il Fondo di Solidarietà godeva anche del 4% dell'incasso Siae degli Autori, quindi anche quello di nomi importanti come: Baglioni, Morricone, Gino Paoli, Venditti, Pino Daniele, Zero e compagnia cantante (e suonante) che questo diritto percepivano come i più poveri, ma che certamente al fondo davano molto di più di ciò che il fondo erogava loro. Magari, con questa somma sicuramente esigua per questi famosi artisti, grandi incassatori di diritti, ci comprano le caramelle ai nipotini (o le mutandine di pizzo alle nipotine).

Il Presidente della Repubblica, dopo l'"uscita" del Presidente della Siae, l'avvocato Giorgio Assumma, ha commissariato l'Ente per cercare di farlo "funzionare meglio" e, per tutta risposta, il direttore generale Gaetano Blandini e i commissari straordinari Gian Luigi Rondi, e i sub-commissari Domenico Luca Scordino e Mario Stella Richter, si mettono a favorire il potentato dei Grandi Elettori e chiudono il Fondo agli Autori che, è bene ricordare ancora, hanno contribuito, con loro incassi, a far crescere la Siae.

La maggior parte di questi autori (i percettori del Fondo sono 1.085) non sono più nel mercato del lavoro ed aspettano i soldi del fondo anche per motivi legati alla sola sopravvivenza.
C'è ancora da dire che i beneficiati del Fondo di Solidarietà, godevano anche di una piccola assicurazione malattia, di queste che ti pagano al massimo 10 giorni di ricovero (l'11esimo paghi tu...).

Rivolgiamo un pensiero ai vecchi artisti finiti (il 'rutilante' mondo dello spettacolo è spietato, anche più di altri ambienti) che hanno alimentato, con i loro diritti, il Fondo per tutta la loro vita, che poi si vedono privati anche di questa piccola sicurezza, un ombrellino sulla testa.
C'è da chiedersi a 70, 80 anni quale assicurazione ti rimette in piedi una polizza malattie? Penso nessuna.

Ricordiamo le parole di un autore importante come Giancarlo Governi il quale scrive sull'argomento:

"Si tratta di un fondo di solidarietà messo da parte degli stessi autori e quindi la Siae non ha nessun diritto su di esso. Tantomeno i grandi editori che oramai sono dei veri parassiti. Una volta gli editori musicali avevano una reale funzione di diffusione del prodotto degli autori, vendendo gli spartiti e pubblicizzandone l'opera. Oggi gli editori non hanno più ragione di esistere, anzi esistono soltanto per prendersi i 12/24. E spadroneggiare sulla Siae. E' arrivato il momento di fare due Siae: quella degli autori e quella degli editori, così si potrà vedere chi produce e chi campa su chi produce".

Ciliegina sulla torta: la Siae chiude l'erogazione dei soldi e non avvisa nessuno, se non con un sibillino trafiletto sul suo sito. Immaginiamo chi fa conto sull'assegno per pagare le proprie spese, apre il rubinetto e l'acqua è finita. Una vera iniquità, ammantata di perversione!

giovedì 19 gennaio 2012

Giancarlo Bigazzi e la semplicità del genio


Giancarlo Bigazzi in una delle sue foto recenti

Giancarlo Bigazzi in una delle sue foto recenti

di Piero Montanari
Esiste un genia di parolieri e musicisti italiani il cui nome è sconosciuto alla maggior parte delle persone. Basta, però, un accenno ad un motivo di loro composizione, che vedi subito una luce ed un sorriso apparire negli occhi di chi ascolta, mentre le labbra si muovono veloci per continuare a cantare il brano conosciutissimo.

Giancarlo Bigazzi, fiorentino d.o.c., era uno di questi grandi autori di canzoni, inventore soprattutto di testi ma anche di musiche. La morte lo ha colto il 19 gennaio a 71 anni nell'ospedale Versilia di Viareggio, dove era da qualche giorno ricoverato per una malattia grave.

Questo grande autore per decenni ha contribuito alla nascita di artisti bravissimi, di canzoni straordinarie e di storie tra la gente, legate alle sue canzoni.

Si parla tanto dell'immaginario collettivo, dei topòs, degli incontri fatali che le musiche hanno da sempre sottolineato, come colonne sonore di tutti i giorni e per tutti quanti noi, che è impossibile non ricordare i brani di Bigazzi:
Luglio per Riccardo Del Turco, Lisa dagli occhi blu per Mario Tessuto, Rose Rosse per Massimo Ranieri, Eternità per i Camaleonti e Ornella Vanoni, ma anche Montagne Verdi per Marcella Bella, Erba di casa mia per Massimo Ranieri, Un sorriso e poi perdonami per Gianni Bella, con il quale Giancarlo Bigazzi aveva stretto uno straordinario sodalizio; ma ancora: Ti amo ti. e Gloria per Umberto Tozzi (brano in classifica anche negli Usa).
Nel 1992 scrive, con Marco Falagiani e Giuseppe Dati, Gli uomini non cambiano, portata al successo da Mia Martini che, secondo me, è il suo pezzo più bello, anche per l'interpretazione della grande cantante.

Nel 1971 aveva fondato - assieme al paroliere Daniele Pace, il musicista Totò Savio, i discografici Alfredo Cerruti ed Elio Gariboldi - il gruppo degli Squallor, nato come uno scherzo goliardico tra amici che ottiene, invece, uno strepitoso successo durato oltre vent'anni e mitizzato dalle nuove generazioni. Per il gruppo, Bigazzi scrive tutti i testi, e appare anche come attore nei due film, Arrapaho e Uccelli d'Italia.

A proposito di cinema, Giancarlo riesce pure a mettere le mani sulle musiche di un film che vinse l'Oscar, quel Mediterraneo di Gabriele Salvatorès. Ma sue sono anche le colonne sonore di Mery per sempre e Ragazzi fuori di Marco Risi.

Spesso, nel corso della mia vita professionale, come strumentista e compositore, ho avuto modo di ascoltare critiche trancianti su artisti considerati 'popolari' con un'accezione negativa, artisti alla cui specie apparteneva Giancarlo Bigazzi, e molte volte io stesso avevo, nei confronti di autori come lui, una sorta di aristocratica supponenza, forse perché non riconoscevo in loro la semplicità del genio, e la capacità di scrivere cose che restavano nella testa e nel cuore della gente.
Affascinato musicalmente da altro, pur apprezzandone le straordinarie qualità, evidentemente non ne capivo la grandezza.

Non capivo la tua, caro Giancarlo, che però oggi, nel giorno della tua morte, mi appare straordinariamente luminosa.

Premio alla Cultura

PREMI SPECIALI

A BENEMERITI DELLA CULTURA

(Trofeo di Cristallo e Medaglia d’oro del Presidente dell’Ass. Cult. “P. Raffaele Melis O.M.V.”)

Musicista Regista Maestro PIERO MONTANARI
Roma

Premio “Francesco Di Lella”

“Per avere contribuito con la musica e la regia all’evoluzione ed all’affermazione di attori e cantanti di chiara fama nazionale ed internazionale, lasciando un segno vivo nel panorama cinematografico e musicale italiano, senza mai desistere anche in un periodo così difficile ed arduo come l’attuale.”

Firmato Augusto Giordano, Getulio Baldazzi, P.Ezio Bergamo, Rita Tolomeo, Maurizio Pallottí, Domenico Di Lella, Maria Fichera, Gianni Farina, Rita Pietrantoni, Paola Pietrantoni, Domenico Gilio.

Il premio sarà conferito il 13 giugno 2010 alle ore 16 al teatro S. Luca, in via Lorenzo da' Ceri 136 - Roma.

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!
Finalmente nelle librerie "L&H:2 Teste senza cervello", libro e Dvd con la summa delle puntate migliori e, udite udite, dialoghi ANCHE IN ORIGINALE . Lo abbiamo presentato da MelBookStore il 30 giugno 09. C'era Italo Moscati, persona di straordinaria cultura e spessore umano. Con quella di Giancarlo le due 'memorie' si intersecavano a meraviglia! Due teste con parecchio cervello...SE TI INTERESSA COMPRARLO, CLICCA SULL'IMMAGINE!

Al Parco di S. Sebastiano

Al Parco di S. Sebastiano
Con Guido De Maria e Giancarlo Governi, i padri di SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!
Talk Show con Giancalo e Guido al "Roma Vintage Festival", 16 giugno 2009 dedicato allo storico programma Rai

Celebriamo Gabriella Ferri

Celebriamo Gabriella Ferri
Con Giancarlo

...e Rino Gaetano

...e Rino Gaetano
Con Giancarlo

...ancora Rino

...ancora Rino

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo
In omaggio a Rino, quella sera ho cantato "I love you Maryanna", primo disco di Rino, prodotto da me e da Antonello Venditti nel 1973. Con Rino feci un tour nel 1979. Alla batteria c'era Massimo Buzzi, alle chitarre Nanni Civitenga e Rino e io al basso. Il 'road manager' era Franco Pontecorvi che oggi vive come me sui Castelli Romani e vende occhiali.

Serata Supergulp

Serata Supergulp
Venerdì 17 luglio '09 al Parco S. Sebastiano (Caracalla) all'interno di Roma Vintage, verrà ripetuta la serata dedicata alla genesi del mitico programma televivivo. Parteciperanno Giancarlo Governi, Guido De Maria e Piero Montanari (me stesso...). Appassionati intervenite!

Un giovane promettente...

Un giovane promettente...
Luca, il giorno che si è vestito bene per il suo saggio di pianoforte. Sarà pur vero che "ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma ci saranno pure degli scarrafoni universalmente belli, o no?

Maggio 2008: un piacevole incontro

Maggio 2008: un piacevole  incontro
Dopo più di vent'anni ho rivisto l'amico Giorgio Ariani, grande attore e voce ufficiale Italiana di Oliver Hardy (Ollio). Nel 1985 realizzammo la sigla di "2 Teste senza cervello" e Giorgio, con Enzo Garinei (Stanlio) doppiò una marea di film della coppia per i quali realizzai le musiche.

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"
A Capalbio (Gr.) c'è un posto magico da visitare, con opere d'arte tra ulivi e macchia mediterranea, opera dell'architetta Niky De St. Phalle che ha realizzato in 20 anni un percorso di magnifiche statue ispirate ai Tarocchi, le magiche carte che predicono il futuro...Dato il suo nome, è meta di "sole" e personaggi cosiddetti " taroccati". Wanna Marchi e sua figlia sono state spesso viste aggirarsi tra le magnifiche statue!

Diana Nemi 2007/2008

Diana Nemi 2007/2008
Da sx alto: Samuele, Emanuele, Federico R., Lorenzo, Matteo, Edoardo, il Mister Eugenio Elisei. Sotto:Simone, Luca, Daniele, Valerio, Riccardo, Federico C.

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini
Col mio "idolo" calcistico di ieri

Luca e Francesco Totti

Luca e Francesco Totti
Col suo "idolo" calcistico di oggi

Luca Montanari

Luca Montanari
Il calciatore. Questa stagione, la prima di campionato con i pulcini della "Diana Nemi", è capocannoniere. Ha messo a segno ben 43 reti e tutte senza rigori, ma ventidue su calci piazzati!

Luca Montanari

Luca Montanari
Nel momento della premiazione

Daniele Serafini

Daniele Serafini
La premiazione

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07
Da sx della foto: Samuele, Matteo, Riccardo,Federico, Wulnet, Carlo, Luca, Daniele. Seduto con il pallone, una vera pestilenza, Federico Rosselli. Dobbiamo dire grazie alla pazienza infinita del Mister Eugenio Elisei, che più volte ha pensato di mollare la squadra e dedicarsi alle missioni in Angola - E' meno faticoso - mi ha detto, disperato, alla fine di un allenamento.

Allenamenti anno 2007-2008

Allenamenti anno 2007-2008
Il mio secondo figlio unico...

Matteo Montanari

Matteo Montanari
Il mio primo figlio unico...

Ado e Sania Montanari

Ado e Sania Montanari
The Peter's Sisters

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952
Memmo Montanari (primo a dx nella foto) con i suoi tifosi in una trasferta della Roma. La foto è stata scattata al ritorno da Verona il 22 giugno 1951. Solo dopo quella partita la Roma ebbe la certezza di tornare in serie A

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.
Mio padre, che si diceva fosse danaroso, quando morì era povero. Qualcuno nel nostro quartiere Celio racconta ancora che comprava i giocatori alla Roma...

Mio padre al centro dei vip della Roma

Mio padre al centro dei vip della Roma
Ricordo questa foto da sempre. Quella che avevamo in casa aveva un ritocco fatto a mano da non so chi (forse mio padre stesso). Il "pittore" aveva dipinto a tutti pantaloncini da calcio e gambe nude! In quel periodo glorioso nasce il giornale "Il Giallorosso" che contribuì attivamente alla ricostruzione della Roma. Fu fondato da mio padre, Angelo Meschini (capi storici di allora del tifo romanista) e dai fratelli Mario e Peppino Catena (soci della Roma) con la collaborazione dell'avvocato Alberto Saccà, con cui mio padre, nei miei ricordi da piccolo, aveva rapporti conflittuali.

Il Giallorosso

Il Giallorosso
Testata del giornale dei tifosi della Roma fondato da mio padre nel 1952. Ero piccolino e ricordo quel giorno che mi fece vedere le bozze...ricordo la finestra della mia camera sulla Piazza, al civico 4, ed il Colosseo davanti.

Pop & Jazz History

Pop & Jazz History
Sonorizzazione

1970 Pop Maniacs

1970 Pop Maniacs
Qui ci sono anche le musiche di Spyderman e i Fantastici Quattro che feci nel 1977 per Supergulp!

Il Pianeta Totò

Il Pianeta Totò
Fotogramma della sigla di Mario Sasso per la prima trasmissione di Rai 2 sul grande attore. Gli occhi di Totò si muovevano a tempo con una mia tarantella che si trasformava via via in rock sulle note di Malafemmena.

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Logo originale della trasmissione

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Un fotogramma della sigla di "Due teste senza cervello". Ci lavorò a lungo il videoartista Mario Sasso, alla SBP di Roma, con Virginia Arati che dipingeva elettronicamente 'frame by frame', con un computer costosissimo della Quantel che si chiamava appunto Paintbox. Credo che questa sigla sia stata la prima in Tv ad essere realizzata con questa straordinaria tecnica.

Il mio recording studio

Il mio recording studio
La regia

studio

studio
La sala di ripresa

studio

studio
la regia

studio

studio
La regia

Il ritorno di Ribot 1991

Il ritorno di Ribot 1991
Uno sceneggiato interpretato dal grande cantante e attore franco-armeno Charles Aznavour e Delia Boccardo, diretto da Pino Passalacqua per Rai1 e Antenne2 con la colonna sonora composta da me.

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1
Alessandra Martinez, protagonista del film in due puntate con la mia colonna sonora.

Le Gorille

Le Gorille
Serie TV franco anglo italiana che riprende dei film del 1957-58 con Lino Ventura. Il personaggio è Geo Paquet, agente segreto francese, Di questa serie ho musicato 2 episodi, per la regia di Maurizio Lucidi e Duccio Tessari

Top model

Top model
Film con D'Amato

Top model

Top model
Stesso film uscito in Grecia

Top girl

Top girl
Film sequel di D'Amato. Beh, dopo tutte ste top, non poteva mancare la girl!

High finance woman

High finance woman
Altro film di D'Amato con le mie musiche