L'AUTORE

giovedì 22 dicembre 2016

Raggi ovvero: quando il nuovo in realtà è il vecchio



(di Piero Montanari)

Appena eletta sindaca di Roma a giugno, Virginia fu salutata come una salvatrice della Città, con il suo 67,15% di voti, un plebiscito assoluto, come quelli che sono storicamente serviti ai dittatori per insediarsi al potere. “Raggi di sole” si diceva a Roma, e gli elettori del M5s gongolavano con Grillo, per la loro candidata, la prima donna al seggio cittadino più importante, una bella faccina sorridente, una giovane età ed energie nuove da dedicare tutte al bene dei romani.

Virginia si presenta subito dando una spallata alla candidatura per le Olimpiadi di Roma del 2024, che ci avrebbero portato certo qualche disagio, forse un po' di consueta implacabile corruzione ma 5 miliardi di euro e oltre 120 mila posti di lavoro. No, No, e No, Virginia comincia a dire No a tutto, tanto che la descrivemmo come il personaggio di una vecchia e famosissima canzone di Michel Polnareff che i più grandi ricordano, Una bambolina che fa no, no, no, anno 1966. No allo stadio della Roma, no ad assessori capaci, no ad incontri in Vaticano con la CEI, e ricordo anche un no alla pulizia dei tombini, che a Roma si riempiono di foglie con conseguenti allagamenti.

Ma anche No alla denuncia delle consulenze all'epoca in cui Raggi era consigliere comunale, due consulenze legali (una prestata nel 2012 e l'altra nel 2014) relative ad altrettante attività di recupero crediti da parte dell'Azienda sanitaria locale di Civitavecchia. Ma anche il non dire di aver collaborato come praticante nello studio dell'avvocato Cesare Previti, ministro della difesa di Berlusconi, fatto nascosto nel suo curriculum e nella sua biografia personale sul blog di Beppe Grillo, e un altro inutile No, per non aver detto di aver lavorato nello studio dell'avvocato Pieremilio Sammarco, anch'egli legato a Previti.

Dopo pochi mesi dal suo insediamento e un nulla di fatto per la città (traffico sempre in tilt, smog, buche mai tappate, per dire poche cose), più una serie di scandali che hanno investito la sua giunta (assessori transfughi e altri indagati come la Muraro), Virginia Raggi (da Raggi di sole a Raggiro), incassa l'arresto del suo braccio destro Raffaele Marra, avvenuto per opera del Nucleo investigativo del comando provinciale di Roma con l' accusa di corruzione, per aver ricevuto una maxi tangente da 367 mila euro dal noto immobiliarista Sergio Scarpellini (anche lui arrestato). Due assegni circolari da 117 e 250 mila euro per l'acquisto di una casa in via Prati Fiscali 258, a Roma, intestata alla moglie di Marra, e uno sconto di 500 mila euro su un altro appartamento nel 2009, fatto sempre dall'immobiliarista a Marra, per evidenti servizi resi. All'epoca dei fatti Marra rivestiva il ruolo delicato di direttore del dipartimento partecipazioni e controllo gruppo Roma Capitale.

Si difende Virginia, scaricando Marra e sostenendo che lui è solo un tecnico, quando sappiamo benissimo che fu tra i primi dirigenti da lei nominati. Non è più il suo braccio destro, il braccio destro di Virginia, a suo dichiarare, sono i cittadini romani, quelli che l'hanno votata e che invece dovrebbero essere da lei tutelati, altro che. Si difendono imbarazzati i suoi sostenitori e i “capoccioni” del Movimento, che hanno tutta l'aria di voler scaricare a loro volta Virginia e lasciarla al suo destino.


Questa è per loro e per tutti noi una lezione importante da cogliere: a questi appuntamenti per il Paese bisogna andare preparati, con una classe dirigente che sia all'altezza del compito, e non persone sconosciute e improvvisate. In ballo c'è la nostra vita e quella dei nostri figli; non basta scandire slogan triti e ritriti, non basta l'onestà o la correttezza, doti per le quali neanche ci spendiamo perché dovrebbero essere doti primarie in un politico. Certo è che stiamo forse assistendo alla fine di una “cosa nuova” che però non è mai cominciata, la nascita di una nuova classe dirigente, un triste 'ballon d'essai' nel quale tante persone avevano riposto fiducia ed ora invece mestamente incassano il peggiore e frustrante dei risultati.

venerdì 16 dicembre 2016

“Sorry de uaind": così Alfano ha dichiarato guerra alla lingua inglese


(Di Piero Montanari - pubblicato su Globalist.it e Romait.it)

Giorni fa in un articolo mi complimentai con Virginia Raggi, dopo averla ascoltata parlare in un inglese perfetto mentre rispondeva ad un intervistatore della Cbs. Mi meravigliò anche il suo accento, che denotava frequentazioni “yankee”, e soprattutto mi meravigliò che un politico italiano avesse una così larga padronanza di una lingua che, da molti anni, è la “langue diplomatique” internazionale, avendo preso il posto del vecchio francese, almeno per quanto riguarda gli incontri europei.

Ridemmo invece per l'inglese di Rutelli, quando l'ascoltammo fare un endorsement per invogliare gli stranieri a visitare l'Italia, il famoso "Pliz, visit auar cauntri", che divenne un video virale sulla rete. Ridemmo per l'inglese di Berlusconi, – che però parla un buon francese e purtroppo talvolta lo canta pure – tutte le volte che era costretto a fare dichiarazioni in ostico e pericoloso anglosassone, leggendo e sbagliando clamorosamente accenti e pronuncia. Di lui si ricorda l'incontro col presidente americano Bush e il suo “nosonly a flag ov e cauntry...”

Clamoroso fu l'intervento di Ignazio La Russa che, come ministro della difesa, costrinse più e più volte i poveri operatori televisivi a ripetere la ripresa, perché inciampava paurosamente su parole e concetti espressi in un inglese che in seconda media ti mettono tre in pagella.

Matteo Renzi, per non fare torto a nessuno, si è lanciato spessissimo in discorsi in inglese da doppio carpiato con avvitamento rovesciato, nei quali però viene ammirata la sua faccia tosta e la capacità di andare avanti, prendendosi quelle meravigliose pause rimaste storiche, composte da quello strano sillabare “de... de... de... di... di... di... ba... ba... ba...” che sembra il tentativo disperato di un lattante di richiamare l'attenzione della mamma.

Ma è così difficile per un politico con compiti istituzionali anche internazionali studiare un'oretta al giorno l'inglese per affrancarsi da oscene figuracce? Sembrerebbe di si, a giudicare l'ultimo (last but not least) che andrà a fare topiche in giro per il mondo, il neo ministro degli esteri Angelino Alfano, assolutamente a corto di lingua inglese. Gira già un video dove – da ministro degli interni – tentò di giustificare un suo ritardo ad una riunione a Bruxelles, adducendolo al vento contrario in aereo, e dicendo “sorry the uaind” e non con il corretto “sorry the uind”.
Forse aveva in mente la bellissima canzone dei Beatles “The long and winding road” , dove “winding” viene pronunciato poeticamente “uanding”. Siamo certi che Alfano conoscesse la licenza poetica e volle farci notare la differenza.


giovedì 8 dicembre 2016

La Raggi e l'inglese, altro che Rutelli: Pliz, visit auar cauntri


l buon inglese della Raggi ci riporta immediatamente alla fantastica intervista di un suo predecessore, il sindaco Francesco Rutelli
Gira sul web un video dove la sindaca di Roma Virginia Raggi risponde ad alcune domande in un'intervista della CBS, il famoso network televisivo americano. Il giornalista le  chiede – ovviamente in inglese – lumi sul referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, e quale fosse la sua posizione. Incredibilmente, per quello a cui siamo purtroppo abituati con quasi tutti i nostri politici,  si sente la Raggi  rispondere in un inglese di ottima qualità e, se posso aggiungere, con un marcato accento americano, segno di chissà quali frequentazioni negli Usa.
Anche se in eccellente inglese, il senso che esprime Virginia nell'intervista è lo stesso di sempre, quel No che usa spesso da quando è sindaca di Roma, (Olimpiadi, Stadio della Roma,l Referendum etc etc) e ribadendo il suo ennesimo No convinto, lo correda di battute tipo: “la democrazia è il diritto che il popolo ha di scegliere i propri rappresentanti”. Ma dai Virginia, non avevi proprio nulla di meno scontato da dire alla CBS?

Il buon inglese della Raggi ci riporta immediatamente alla fantastica intervista di un suo predecessore, il sindaco Francesco Rutelli, che nel 2007 fece uno spot sulle bellezze dell'Italia subito nominato "Pliz, visit auar cauntri". Lo spot in inglese lento, scolastico e maccheronico, divenne subito un cult virale che fece il giro del mondo. Riascoltandolo ancora oggi fa sorridere, perché Rutelli sembra convintamente lanciato in una imitazione tra Benny Hill e Ollio ubriaco.

Muore di cancro Greg Lake, bassista degli Emerson, Lake & Palmer

(di Piero Montanari)


La scomparsa del bassista Greg Lake a 69 anni per un cancro, ci riporta all'istante a quella di Keith Emerson, suo collega negli Emerson Lake & Palmer, avvenuta in maniera tragica lo scorso marzo. Keith si suicidò con un colpo d'arma da fuoco perché le sue dita, a causa di una malattia progressiva, non funzionavano più bene, e aveva difficoltà nel suonare le sue tastiere in quello straordinario modo di sempre. Ora dello storico gruppo rimane solo il più giovane, il batterista Carl Palmer, classe 1950, che iniziò la sua brillante carriera esibendosi nel famoso concerto all'isola di Wigth, tra figli dei fiori nudi in un'epoca meravigliosa per la musica.

All'epoca Emerson, che già intravedeva una importante main stream nel rock “progressive”, fa nascere i Nice, basso batteria e tastiere (e che tastiere)! Keith si avvale dei primi sintetizzatori, il famoso Moog, difficile da accordare perché si stonava continuamente. Il successo dei Nice arriva folgorante a cavallo dei '70 con gli album Ars Longa, Vita Brevis ed Elegy, ma l'ingresso nella Storia per Keith avverrà tre anni più tardi, quando fonda, con Greg Lake, all'epoca bassista e cantante dei King Crimson, e Carl Palmer, batterista degli Atomic Rooster, il supergruppo che adottò semplicemente i cognomi ed un acronimo poi divenuto storico, gli E.L.P.

I tre divennero i 'numeri uno' del rock degli anni '70, con l'album omonimo che faceva già intravedere la magia della loro musica, ma è con il secondo Lp, Tarkus, che i suoni diventano stellari ed assistiamo all'apparizione del Moog, che Keith si fece costruire dall' ingegnere elettronico americano Robert Moog, una vera epifania sonora che avrebbe condizionato tutta la musica a venire.

Emerson Lake and Palmer furono innovatori sia musicalmente che scenicamente, e noi di quell'epoca non avevamo mai ascoltato né suonare così, né mai visto tante tastiere attorno ad un uomo, tanti pezzi di batteria circondarne un altro, coltellate all'organo Hammond che Keith vibrava per scena, e un mostro di cartapesta che arrivava sul palco tra fuochi, fumi e e sonorità pazzesche. Un delirio musicale dove però la musica era la regina indiscussa della qualità.
I tre registrano otto album uno più bello dell'altro, dove dentro c'è anche Modesto Mussorgsky con i suoi Quadri ad un'esposizione, a significare come generi musicali diversi potessero interagire tra loro semplicemente e trovare nuova linfa, ma questo solo grazie al genio alchimista di Keith Emerson, di Greg e di Carl.

Le cose belle però finiscono per far posto, in questo caso, ad altre cose belle che però non faranno più bissare il grande successo degli E.L.P. Il gruppo si scioglie dopo otto dischi e ognuno se ne va per la sua strada. Greg pubblica un album solista “Greg Lake e Manoueuvres” e inizia ascrivere canzoni addirittura insieme a Bob Dylan. Gli E.L.P. provano a riunirsi nel 1992, restando insieme per tre anni e producendo un album all'anno, ma il loro periodo aureo era purtroppo finito. Greg va in tour nel 2003 con l'altro pezzo di storia della batteria rock, Ringo Starr, e torna nuovamente a suonare col suo vecchio compagno Keith Emerson nel 2010, in un tour commemorativo. Partecipa spesso– sempre con vecchie glorie del rock – a molteplici eventi, i più per iniziative umanitarie. Ironia della sorte, una di queste iniziative benefiche raccolse 400 mila sterline a favore della ricerca sul cancro, la malattia che più tardi lo avrebbe ucciso.

mercoledì 30 novembre 2016

Insulti sui social alla Boldrini

Insulti sui social: ora basta, o i documenti per iscriversi o fuori.

(di Piero Montanari - Pubblicato su Globalis.it e ilquotidianodellazio.it)




La peggiore delle perversioni di facebook è che chiunque può dire ciò che pensa. Ma è la cosa per la quale questo famosissimo e diffusissimo social è nato – si potrebbe ribattere – mettere in contatto tutti con tutti e lasciare che ognuno esprima la propria opinione su ciò che più gli aggrada, il suo dissenso e il suo assenso, il suo “mi piace” o il suo “non mi piace”, il dito pollice su oppure verso, come gli imperatori e la plebe romana quando decidevano della vita o della morte di qualche disgraziato nelle arene.

Vivi o muori, ti amo o ti odio, e tutto questo per il bene della democrazia, parolona oggi sulla bocca anche dei nipotini di Hitler o dei cuginetti di Stalin, parola abusata del suo significato più alto e nobile, quello più depredato, il governo del popolo.

Ah, ma che bella la democrazia sui social, soprattutto quando viene espressa con parole tipo “troia, puttana, o frasi più articolate come: “Ti aprirei il cervello, la calotta cranica per pisciarci dentro, almeno posso regolare il livello di piscio che hai dentro la tua testa”, oppure, continuando il festival della democrazia: “Per Natale voglio stare chiuso in una stanza con te, soli tu ed io... solo noi e la mia accetta: partirei col taglio delle mani...” E tutte indirizzate ad una donna, una delle tante che se non vengono stuprate o uccise, vengono fatte oggetto di insulti vomitevoli come questi, come la Presidente della Camera Laura Boldrini, rea di non andare a genio a qualcuno.

Ah, evviva la democrazia, evviva Salvini che la definì “bambola gonfiabile”, evviva il simpatico Grillo che chiese ai suoi cosa avrebbero fatto alla Boldrini se fosse stata in auto con loro. Ma è la democrazia della Rete, qualcosa si dovrà pur pagare per questa meravigliosa libertà! A nulla vale il famoso monito di Umberto Eco, che così si espresse poco prima di morire I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”.


Però una soluzione ci sarebbe: se è vero che la maggior parte di questi imbecilli apre un profilo con uno pseudonimo ed inizia a sputare in faccia alla gente senza poter essere perseguito dalla legge, basterebbe soltanto richiedere la fotocopia del proprio documento di identità per poter far parte del social, e forse ci penserebbero su un po' prima di insultare. E' anche vero che qualcuno, magari tra i più incauti o i più temerari o solo tra i più scemi, insulta e minaccia anche col proprio nome e cognome, ma questo è un altro discorso.

sabato 19 novembre 2016

Trump e l'intestino del mondo





Questo è l'ombelico del mondo” cantava Lorenzo Cherubini, indicando quella parte importante del centro del nostro corpo da dove abbiamo tratto alimento per vivere nella pancia prima di venire alla luce. Gli antichi greci lo chiamavano omphalos, indicando il santuario di Delfi, con la sua religiosità, come centro spirituale del mondo, il suo ombelico appunto.
Ma questo sembra essere diventato ora l'intestino del mondo. Si sente spesso parlare, soprattutto dopo l'elezione di Trump, di una vittoria alle presidenziali Usa dettata dal voto di pancia di gran parte degli elettori, che hanno accolto le promesse della campagna elettorale del “tycoon col ciuffo”, più con le parti basse che con la testa.
La metafora della pancia che vota e non ragiona, che rumina e digerisce qualsiasi concetto per poi tirar fuori il peggio di sé, è curiosa e ormai ricorrente nel giudicare i risultati politici degli ultimi anni, a cominciare dalle vittorie delle destre in Europa, fino ad arrivare, passando per i successi del partito di Grillo in Italia, alla vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti.

Sembra essere un vento questo, a proposito di pancia, che sta attraversando il mondo, dal nordcoreano Kim Jong-un, a Putin, da Marine Le Pen a Grillo (non credo assolutamente nella trasversalità del M5s), da tutti i movimenti ultranazionalisti che nel mondo sono sempre più numerosi, forti e agguerriti, fino ad arrivare a Trump, che ha già fatto dichiarazioni agghiaccianti, come quando definisce il riscaldamento globale “una bufala”, promettendo di recedere dall'accordo delle Nazioni Unite sul clima, o quando dice che nominerà giudici 'pro vita', con l'intento di rovesciare la sentenza della Corte suprema che riconosce il diritto all'aborto, e giudici 'pro secondo emendamento' (quello sul diritto all'autodifesa con le armi). Una vera sciagura.

Molti imputano la svolta a destra del mondo al fallimento delle sinistre, compresa quella di Obama, le cui promesse sono state, secondo gli elettori, in gran parte disattese. Sarà pure un paradigma condivisibile quello che afferma che la destra riempie il vuoto che i fallimenti della sinistra lasciano, ammesso che le due categorie esistano ancora in senso così manicheo, ma l'esame di coscienza non deve portare continuamente all'autoflagellazione, perché gli errori in politica si compiono, ma non per questo noi di sinistra dobbiamo portare sempre la croce e cantare. Now it's up to you, (e pure un po' to us) dear american cytizen.

mercoledì 9 novembre 2016

Dopo 11 anni ritorna Amedeo Minghi con La bussola e il cuore









di Piero Montanari

La bussola e il cuore è il titolo del nuovo lavoro che segna il ritorno dopo un periodo di 11 anni di Amedeo Minghi con brani inediti, in un triplo cofanetto nel quale ci sono i suoi classici riarrangiati ("1950", "L'immenso", "La vita mia", "I ricordi del cuore", "Vattene amore") e venti canzoni registrate tra i primi anni '70 e la prima metà degli anni '80 che non erano mai state pubblicate. Un succoso triplo CD con trenta inediti per celebrare i suoi bellissimi 50 anni di carriera.

Con Amedeo abbiamo ricordato insieme proprio questi 50 anni straordinari, che poi sono stati anche i più influenti anni della musica italiana. Abbiamo ricordato gli inizi percorsi insieme nel 1973, con il suo primo Lp intitolato a suo nome dove anch'io suono, ed altri lavori fatti in collaborazione e legati alla sperimentazione musicale, nei quali Amedeo imitava i suoni dell'orchestra con la sua bellissima voce ed io ero uno degli autori, strumentisti e arrangiatori di quei brani. Uno di questi, qualche anno fa, fu campionato dal grande Justin Timberlake che ne fece un successo internazionale. Per fortuna di Amedeo e sfortuna mia era uno dei  suoi brani.

Cinquant'anni suonati, ma anche cantati e scritti, come ho avuto modo di dirgli nel nostro incontro per la presentazione de La bussola nel cuore al Piper, nella trasmissione brillantemente condotta ogni lunedì da Francesco Vergovich e Mariagloria Fontana per Radio Roma Capitale, “Metti una sera al Piper”, realizzata nel leggendario locale tempio della “beat generation” romana. Abbiamo ricordato come Roma in quel momento fosse il centro della discografia italiana, brulicante di iniziative e di personaggi più o meno validi, più o meno folli e strampalati in cerca di fortuna e visibilità, con molti studi di registrazione, e la grande mamma RCA pronta ad accogliere, sperimentare, lanciare o buttare via, e noi che eravamo uno sparuto gruppo di musicisti esordienti in cerca di opportunità: Loredana Bertè e la sorella Mia Martini, Renatino Zero, Amedeo Minghi, Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Rino Gaetano, Mimmo Locasciulli ed altri.

Ora, ci siamo detti tristemente con Amedeo, la Rca di via Tiburtina con i suo studi e i suoi ricordi straordinari è diventata un deposito di scarpe, piuttosto che un museo della canzone italiana, come sarebbe stato giusto e opportuno. “Siamo purtroppo un Paese con poca memoria e con talmente tanto talento che ci permettiamo di sprecarlo, gettandolo via per sempre”  - mi ha esclamato Amedeo, mentre sullo sfondo echeggiava un suo nuovo e bellissimo brano del disco, ricco di quella fantastica melodia che ha fatto di Amedeo Minghi uno dei grandi autori e interpreti della nostra canzone.

Premio alla Cultura

PREMI SPECIALI

A BENEMERITI DELLA CULTURA

(Trofeo di Cristallo e Medaglia d’oro del Presidente dell’Ass. Cult. “P. Raffaele Melis O.M.V.”)

Musicista Regista Maestro PIERO MONTANARI
Roma

Premio “Francesco Di Lella”

“Per avere contribuito con la musica e la regia all’evoluzione ed all’affermazione di attori e cantanti di chiara fama nazionale ed internazionale, lasciando un segno vivo nel panorama cinematografico e musicale italiano, senza mai desistere anche in un periodo così difficile ed arduo come l’attuale.”

Firmato Augusto Giordano, Getulio Baldazzi, P.Ezio Bergamo, Rita Tolomeo, Maurizio Pallottí, Domenico Di Lella, Maria Fichera, Gianni Farina, Rita Pietrantoni, Paola Pietrantoni, Domenico Gilio.

Il premio sarà conferito il 13 giugno 2010 alle ore 16 al teatro S. Luca, in via Lorenzo da' Ceri 136 - Roma.

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!
Finalmente nelle librerie "L&H:2 Teste senza cervello", libro e Dvd con la summa delle puntate migliori e, udite udite, dialoghi ANCHE IN ORIGINALE . Lo abbiamo presentato da MelBookStore il 30 giugno 09. C'era Italo Moscati, persona di straordinaria cultura e spessore umano. Con quella di Giancarlo le due 'memorie' si intersecavano a meraviglia! Due teste con parecchio cervello...SE TI INTERESSA COMPRARLO, CLICCA SULL'IMMAGINE!

Al Parco di S. Sebastiano

Al Parco di S. Sebastiano
Con Guido De Maria e Giancarlo Governi, i padri di SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!
Talk Show con Giancalo e Guido al "Roma Vintage Festival", 16 giugno 2009 dedicato allo storico programma Rai

Celebriamo Gabriella Ferri

Celebriamo Gabriella Ferri
Con Giancarlo

...e Rino Gaetano

...e Rino Gaetano
Con Giancarlo

...ancora Rino

...ancora Rino

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo
In omaggio a Rino, quella sera ho cantato "I love you Maryanna", primo disco di Rino, prodotto da me e da Antonello Venditti nel 1973. Con Rino feci un tour nel 1979. Alla batteria c'era Massimo Buzzi, alle chitarre Nanni Civitenga e Rino e io al basso. Il 'road manager' era Franco Pontecorvi che oggi vive come me sui Castelli Romani e vende occhiali.

Serata Supergulp

Serata Supergulp
Venerdì 17 luglio '09 al Parco S. Sebastiano (Caracalla) all'interno di Roma Vintage, verrà ripetuta la serata dedicata alla genesi del mitico programma televivivo. Parteciperanno Giancarlo Governi, Guido De Maria e Piero Montanari (me stesso...). Appassionati intervenite!

Un giovane promettente...

Un giovane promettente...
Luca, il giorno che si è vestito bene per il suo saggio di pianoforte. Sarà pur vero che "ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma ci saranno pure degli scarrafoni universalmente belli, o no?

Maggio 2008: un piacevole incontro

Maggio 2008: un piacevole  incontro
Dopo più di vent'anni ho rivisto l'amico Giorgio Ariani, grande attore e voce ufficiale Italiana di Oliver Hardy (Ollio). Nel 1985 realizzammo la sigla di "2 Teste senza cervello" e Giorgio, con Enzo Garinei (Stanlio) doppiò una marea di film della coppia per i quali realizzai le musiche.

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"
A Capalbio (Gr.) c'è un posto magico da visitare, con opere d'arte tra ulivi e macchia mediterranea, opera dell'architetta Niky De St. Phalle che ha realizzato in 20 anni un percorso di magnifiche statue ispirate ai Tarocchi, le magiche carte che predicono il futuro...Dato il suo nome, è meta di "sole" e personaggi cosiddetti " taroccati". Wanna Marchi e sua figlia sono state spesso viste aggirarsi tra le magnifiche statue!

Diana Nemi 2007/2008

Diana Nemi 2007/2008
Da sx alto: Samuele, Emanuele, Federico R., Lorenzo, Matteo, Edoardo, il Mister Eugenio Elisei. Sotto:Simone, Luca, Daniele, Valerio, Riccardo, Federico C.

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini
Col mio "idolo" calcistico di ieri

Luca e Francesco Totti

Luca e Francesco Totti
Col suo "idolo" calcistico di oggi

Luca Montanari

Luca Montanari
Il calciatore. Questa stagione, la prima di campionato con i pulcini della "Diana Nemi", è capocannoniere. Ha messo a segno ben 43 reti e tutte senza rigori, ma ventidue su calci piazzati!

Luca Montanari

Luca Montanari
Nel momento della premiazione

Daniele Serafini

Daniele Serafini
La premiazione

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07
Da sx della foto: Samuele, Matteo, Riccardo,Federico, Wulnet, Carlo, Luca, Daniele. Seduto con il pallone, una vera pestilenza, Federico Rosselli. Dobbiamo dire grazie alla pazienza infinita del Mister Eugenio Elisei, che più volte ha pensato di mollare la squadra e dedicarsi alle missioni in Angola - E' meno faticoso - mi ha detto, disperato, alla fine di un allenamento.

Allenamenti anno 2007-2008

Allenamenti anno 2007-2008
Il mio secondo figlio unico...

Matteo Montanari

Matteo Montanari
Il mio primo figlio unico...

Ado e Sania Montanari

Ado e Sania Montanari
The Peter's Sisters

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952
Memmo Montanari (primo a dx nella foto) con i suoi tifosi in una trasferta della Roma. La foto è stata scattata al ritorno da Verona il 22 giugno 1951. Solo dopo quella partita la Roma ebbe la certezza di tornare in serie A

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.
Mio padre, che si diceva fosse danaroso, quando morì era povero. Qualcuno nel nostro quartiere Celio racconta ancora che comprava i giocatori alla Roma...

Mio padre al centro dei vip della Roma

Mio padre al centro dei vip della Roma
Ricordo questa foto da sempre. Quella che avevamo in casa aveva un ritocco fatto a mano da non so chi (forse mio padre stesso). Il "pittore" aveva dipinto a tutti pantaloncini da calcio e gambe nude! In quel periodo glorioso nasce il giornale "Il Giallorosso" che contribuì attivamente alla ricostruzione della Roma. Fu fondato da mio padre, Angelo Meschini (capi storici di allora del tifo romanista) e dai fratelli Mario e Peppino Catena (soci della Roma) con la collaborazione dell'avvocato Alberto Saccà, con cui mio padre, nei miei ricordi da piccolo, aveva rapporti conflittuali.

Il Giallorosso

Il Giallorosso
Testata del giornale dei tifosi della Roma fondato da mio padre nel 1952. Ero piccolino e ricordo quel giorno che mi fece vedere le bozze...ricordo la finestra della mia camera sulla Piazza, al civico 4, ed il Colosseo davanti.

Pop & Jazz History

Pop & Jazz History
Sonorizzazione

1970 Pop Maniacs

1970 Pop Maniacs
Qui ci sono anche le musiche di Spyderman e i Fantastici Quattro che feci nel 1977 per Supergulp!

Il Pianeta Totò

Il Pianeta Totò
Fotogramma della sigla di Mario Sasso per la prima trasmissione di Rai 2 sul grande attore. Gli occhi di Totò si muovevano a tempo con una mia tarantella che si trasformava via via in rock sulle note di Malafemmena.

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Logo originale della trasmissione

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Un fotogramma della sigla di "Due teste senza cervello". Ci lavorò a lungo il videoartista Mario Sasso, alla SBP di Roma, con Virginia Arati che dipingeva elettronicamente 'frame by frame', con un computer costosissimo della Quantel che si chiamava appunto Paintbox. Credo che questa sigla sia stata la prima in Tv ad essere realizzata con questa straordinaria tecnica.

Il mio recording studio

Il mio recording studio
La regia

studio

studio
La sala di ripresa

studio

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la regia

studio

studio
La regia

Il ritorno di Ribot 1991

Il ritorno di Ribot 1991
Uno sceneggiato interpretato dal grande cantante e attore franco-armeno Charles Aznavour e Delia Boccardo, diretto da Pino Passalacqua per Rai1 e Antenne2 con la colonna sonora composta da me.

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1
Alessandra Martinez, protagonista del film in due puntate con la mia colonna sonora.

Le Gorille

Le Gorille
Serie TV franco anglo italiana che riprende dei film del 1957-58 con Lino Ventura. Il personaggio è Geo Paquet, agente segreto francese, Di questa serie ho musicato 2 episodi, per la regia di Maurizio Lucidi e Duccio Tessari

Top model

Top model
Film con D'Amato

Top model

Top model
Stesso film uscito in Grecia

Top girl

Top girl
Film sequel di D'Amato. Beh, dopo tutte ste top, non poteva mancare la girl!

High finance woman

High finance woman
Altro film di D'Amato con le mie musiche